Apple svela i piani per il 4 marzo: a New York un’“Experience” senza precedenti tra iPhone 17e e nuovi MacBook
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’azienda di Cupertino ha ufficialmente aperto le danze per il 2026, diramando nelle scorse ore gli inviti per quello che sarà il primo appuntamento pubblico dell’anno. La data cerchiata in rosso sul calendario degli appassionati è quella di mercoledì 4 marzo, con il kick-off fissato per le 9:00 del mattino, ora della costa orientale degli Stati Uniti. La sede prescelta, come riportato da MacRumors e da altre testate specializzate che hanno ricevuto la convocazione, non è il consueto Steve Jobs Theater di Apple Park, bensì New York, in un contesto che promette di essere decisamente atipico. E non si tratta di una scelta isolata, perché l’evento, battezzato “Apple Experience”, avrà repliche pressoché simultanee in altre due capitali globali, Londra e Shanghai, quasi a voler creare un abbraccio ideale con i mercati di riferimento senza obbligare i giornalisti di tutto il mondo a un esodo forzato verso la California -1-2.
Un addio al keynote tradizionale per una strategia a tre giorni
Quel che appare subito chiaro, scorrendo le prime analisi, è la probabile assenza di un keynote in senso classico, quello con il palco, il grande schermo e la diretta streaming globale a cui l’azienda ci ha abituati. L’ipotesi, avanzata con convinzione da John Gruber di Daring Fireball e subito rilanciata da fonti vicine al dossier come Mark Gurman di Bloomberg, delinea uno scenario radicalmente diverso: Apple potrebbe optare per una distribuzione “a rate” delle novità, una sorta di lancio diffuso nell’arco di tre giorni -4. Secondo questa ricostruzione, il lunedì sarebbe il turno dell’annuncio del nuovo iPhone 17e, il martedì quello dei tablet con i nuovi iPad, e mercoledì, infine, la giornata sarebbe interamente dedicata ai computer, con la famiglia di MacBook rinnovata. L’Experience newyorkese, in questo contesto, diventerebbe il momento culminante di un trittico, un’occasione per la stampa di toccare con mano tutti i dispositivi appena presentati, senza la mediazione di un video preregistrato ma attraverso sessioni pratiche e dimostrazioni dal vivo, in un clima più raccolto e operativo -2.
I riflettori puntati sul mercato low-cost: in arrivo un MacBook per tutti
Nel dettaglio delle indiscrezioni sui prodotti, un posto di rilievo lo occupa la fascia d’ingresso del mercato. Fonti incrociate parlano di una risposta concreta di Apple ai Chromebook e ai laptop Windows economici, un segmento storicamente mai davvero presidiato da Cupertino. Il dispositivo chiave di questa offensiva sarebbe un nuovo MacBook dalla metratura compatta, con uno schermo leggermente inferiore ai 13 pollici, e animato non da un chip della serie M, ma da un processore A18 Pro, lo stesso che equipaggia gli iPhone di fascia alta -8-10. Una scelta tecnica che permetterebbe di abbattere i costi mantenendo prestazioni più che dignitose per l’utenza studentesca, e che verrebbe sottolineata da una scocca in alluminio dai colori vivaci, in netta controtendenza con le tonalità più sobrie dei MacBook Air e Pro. Parallelamente, ci si attende il consueto aggiornamento del MacBook Air al processore M5, insieme ai nuovi MacBook Pro spinti dai chip M5 Pro e M5 Max, a dimostrazione di una line-up che punta a coprire l’intera gamma delle esigenze, dal portafoglio più leggero ai professionisti del settore -3-7.
iPhone 17e e iPad: la famiglia si allarga con chip e connettività di nuova generazione
Oltre ai computer, il quartier generale della Mela ha in serbo novità sostanziose anche per quanto riguarda smartphone e tablet. L’iPhone 17e, erede del modello 16e, si posizionerà come il punto di accesso al mondo iOS, mantenendo una fascia di prezzo aggressiva, attorno ai 599 dollari, ma con un salto generazionale importante sotto la scocca: monterà infatti il chip A19, lo stesso dei fratelli maggiori della serie 17, e introdurrà il supporto al MagSafe e nuovi moduli proprietari per la connettività cellulare e wireless, segnando un ulteriore passo verso l’indipendenza tecnologica di Apple da fornitori terzi -3-7. Sul fronte iPad, il 2026 si aprirà con un iPad base aggiornato al chip A18, una mossa che gli permetterà per la prima volta di supportare nativamente le funzionalità di Apple Intelligence, il sistema di intelligenza artificiale della casa. Contemporaneamente, l’iPad Air riceverà un incremento di potenza grazie al processore M4, mentre per l’iPad mini si vocifera di un passaggio epocale al display OLED, una novità che ne migliorerebbe sensibilmente la resa cromatica -3-6. Un’ondata di aggiornamenti, insomma, che tocca tutti i pilastri della gamma, e che troverà proprio nell’evento del 4 marzo, qualunque sia il suo formato definitivo, la sua cassa di risonanza principale.




