Sacerdote russo rischia l'espulsione per rifiuto di preghiera pro-guerra
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Redazione Esteri
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Un noto sacerdote liberale in Russia, padre Alexei Uminsky, rischia l'espulsione dalla chiesa ortodossa per essersi rifiutato di leggere una preghiera che chiedeva a Dio di guidare la Russia nella vittoria sull'Ucraina. La decisione è stata presa dal tribunale diocesano in una riunione tenutasi il giorno precedente.
La posizione del tribunale diocesano
Il tribunale ha spiegato che padre Uminsky, ex rettore della chiesa della Trinità di Mosca a Khokhly, ha "violato il giuramento sacerdotale, rifiutandosi di adempiere alla benedizione patriarcale di leggere la preghiera per la Santa Russia durante la Divina Liturgia". Questa preghiera è stata resa obbligatoria durante le funzioni religiose da Vladimir Putin.
Incontro di pace a Davos
A quasi due anni dall'invasione su larga scala lanciata dalla Russia, il futuro dell'Ucraina sarà al centro di una riunione oggi, 14 gennaio, a Davos tra il governo di Kiev e i rappresentanti di circa 80 Paesi. L'evento, focalizzato sulla 'Formula di pace' proposta dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si terrà prima dell'inizio dell'incontro annuale del World Economic Forum (Wef) nella località svizzera.
Arrivo confermato di Zelensky in Svizzera
L’arrivo di Zelensky è stato confermato anche dal Dipartimento federale degli affari esteri. Una conferenza stampa comune con Viola Amherd si terrà nel corso del pomeriggio. A Berna il dispositivo di sicurezza sarà imponente, visto il contemporaneo arrivo anche del premier cinese Li Qiang, che è atterrato oggi a Zurigo e che sarà accolto con gli onori militari.




