Si tuffa per salvare i figli in mare a Otranto, poi muore sulla spiaggia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La giornata di mare sulla costa salentina si è trasformata in un dramma nella tarda mattinata di sabato 4 luglio, quando Gennaro Cagnazzo, 54 anni, ha perso la vita dopo aver compiuto un gesto eroico per salvare i suoi due figli gemelli di 8 anni.

Il padre, originario di Maglie e residente a Sanarica, si è gettato nelle acque agitate di Otranto per raggiungere i bambini che erano stati trascinati al largo dalla corrente, riuscendo a riportarli sani e salvi sulla battigia per poi accasciarsi a terra, stroncato da un arresto cardiaco probabilmente dovuto allo sforzo e alla tensione del momento.

La dinamica del salvataggio

Tutto è accaduto intorno alle 11.30 nella zona della Castellana, in un tratto di spiaggia libera adiacente al noto stabilimento balneare La Castellana Beach Club, dove molti bagnanti, nonostante le condizioni meteo avverse, avevano cercato refrigerio in acqua. Il mare, alimentato da un forte vento di maestrale che soffiava con intensità sulla costa pugliese, presentava un moto ondoso di forza 3-4 con onde alte e una pericolosa risacca che spingeva verso il largo.

I due gemelli, che si trovavano a circa cento metri dalla riva in un punto dove il fondale raggiunge appena un metro e mezzo di profondità, hanno iniziato ad annaspare e a chiedere aiuto perché non riuscivano a fare ritorno a riva, sopraffatti dalla corrente che li allontanava dalla costa.

A quel punto il padre, che stava trascorrendo la mattinata con loro e alcuni parenti (la moglie non era presente sulla spiaggia in quel momento), non ha esitato un istante e si è tuffato tra le onde per raggiungerli, mentre anche i due bagnini in servizio presso il lido vicino si sono attivati per prestare soccorso.

Il malore fatale e i soccorsi

L'intervento dell'uomo e dei bagnini ha permesso di riportare a riva i due bambini, che sono rimasti fisicamente illesi ma profondamente sotto shock per l'accaduto. Tuttavia, non appena Gennaro Cagnazzo ha toccato la sabbia, forse per l'enorme sforzo fisico sostenuto per nuotare contro corrente e trascinare i figli in salvo, o per la fortissima tensione emotiva dei momenti precedenti, si è accasciato sulla battigia senza più riprendere conoscenza.

Immediati sono scattati i primi tentativi di rianimazione, effettuati sia dai bagnini dello stabilimento che da due dottoresse che si trovavano casualmente sulla spiaggia in quel momento, in attesa dell'arrivo dei sanitari del 118.

Nonostante i prolungati e disperati tentativi di soccorso, però, per il 54enne non c'è stato nulla da fare: il personale sanitario giunto sul posto non ha potuto che constatare il decesso, ipotizzando che la causa del decesso possa essere stata un infarto, probabilmente scatenato dallo sforzo e dallo stress cui l'uomo era stato sottoposto.

L'identità della vittima e le indagini

La vittima è stata identificata in Gennaro Cagnazzo, 54 anni, funzionario amministrativo del Cnr di Lecce, dove ricopriva il ruolo di responsabile dell'unità organizzativa per il coordinamento generale e le relazioni con il pubblico. L'uomo, che aveva mantenuto un forte legame con il suo paese d'origine, Sanarica, dove vivono ancora il padre e le due sorelle, era molto stimato nella comunità locale, tanto che il sindaco Salvatore Sales lo ha ricordato come appartenente a "una famiglia di persone perbene, tra le più oneste che io abbia mai conosciuto".

Sul luogo della tragedia sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Polizia di Otranto, i militari della Guardia Costiera e i Carabinieri per effettuare gli accertamenti di rito e ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto, che è apparsa fin da subito chiara agli inquirenti. Il pubblico ministero di turno, Alessandro Prontera, ha disposto la restituzione della salma ai familiari, mentre i due bambini, affidati alle cure di uno psicologo per il trauma subito, sono stati allontanati dalla spiaggia.

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