Essilux brucia la tappa dei 28 miliardi, Milleri rilancia l’outlook e scommette sugli occhiali che pensano
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Redazione Economia
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Parigi, che per la galassia guidata da Francesco Milleri rappresenta ormai il crocevia tra la finanza e la tecnologia applicata alla vista, ha salutato ieri con un rialzo dell’8% il Titolo EssilorLuxottica; gli investitori, va detto, tornavano a comprare dopo un autunno passato a scontare timori forse eccessivi sui margini, e il balzo del 18,4% registrato nei tre mesi conclusivi dell’anno – quelli che contengono il Natale e, quest’anno, anche il debutto robusto dei nuovi smart glasses Oakley – ha spazzato via molta della polvere accumulata da novembre in qua. I conti del 2025, certificati dal consiglio di amministrazione riunito mercoledì sera a mercati chiusi, raccontano di un fatturato consolidato che ha toccato i 28,491 miliardi di euro, una cifra che rappresenta un progresso superiore all’11% a cambi costanti e che aggiorna al rialzo – un fatto non trascurabile – la pianificazione strategica quinquennale che il gruppo italo-francese s’era dato nel 2022 -1-2-3.
Se l’incremento dei ricavi, alimentato da una crescita a doppia cifra in tutte le macroregioni compresa l’Asia-Pacifico, non è che la punta visibile di un iceberg industriale, è invece il dato sulle vendite degli occhiali con intelligenza artificiale a costituire la discontinuità più netta: oltre sette milioni di paia, tra Ray-Ban Meta e la versione firmata Oakley lanciata a giugno 2025, sono stati collocati nel mondo e questo, nonostante l’effetto diluitivo iniziale sui conti – quei 260 punti base di contrazione del margine lordo spiegati proprio dall’aumento del peso dei prodotti tech a minor marginalità immediata – ha convinto Milleri e il vice Paul du Saillant a dichiarare chiusa la fase di rodaggio -4-8-9.
Naturalmente l’amministratore delegato, che cumula anche la carica di presidente, non ha nascosto il fatto che l’amministrazione Trump, tornata alla Casa Bianca con il suo carico di dazi sulle merci in entrata, abbia imposto una zavorra non indifferente; nelle pieghe del comunicato finanziario si legge infatti di un impatto «più pronunciato nella seconda metà dell’anno» e di un margine operativo adjusted che, a cambi costanti, ha chiuso al 16%, settanta punti base sotto il livello del 2024, una flessione che il gruppo ha però assorbito senza intaccare la generazione di cassa – record assoluto a 2,8 miliardi di free cash flow, quattrocento milioni in più rispetto all’esercizio precedente -3-9. È proprio su questo punto che il titolo, reduce da un -20% dal picco di 323 euro del novembre scorso, ha ritrovato slancio: la fiducia che la trasformazione in chiave med-tech e indossabile non cannibalizzi la redditività strutturale del core business ottico -10.
E allora il dividendo proposto, fissato a 4 euro per azione con la consueta opzione di incassarlo in contanti o in azioni di nuova emissione, assume il valore di un messaggio agli azionisti in vista dell’assemblea del 28 aprile – quella che, tra l’altro, dovrà riconfermare in blocco otto consiglieri secondo il meccanismo di rinnovo scaglionato voluto nel 2024; tra i nomi in lista per il triennale figurano Romolo Bardin e Swati Piramal, mentre per il biennale spiccano Cristina Scocchia e Andrea Zappia, e Milleri, la cui scadenza è fissata al 2027, ha tenuto a sottolineare come la «solidità del team» sia il presupposto per sostenere le «scelte coraggiose» compiute in questa fase di transizione -6-8. L’outlook aggiornato prevede per i prossimi cinque anni una progressione del giro d’affari solida e un allineamento sostanziale della crescita dell’utile operativo, una formula volutamente prudente che tuttavia non cela l’ambizione: Essilux non produce più soltanto montature e lenti, ma piattaforme di computing per il volto umano, e l’accelerazione del 15,2% nella seconda metà del 2025 – contro il 7,3% del primo semestre – è la prova che il mercato ha smesso di considerare i Ray-Ban intelligenti un esperimento -2-10.
Sul versante propriamente medico, il gruppo ha registrato una progressione del 22% nelle soluzioni per il controllo della miopia e l’avvio promettente di Nuance Audio, la tecnologia per l’amplificazione sonora integrata nelle stanghette, disponibile in dodicimila punti vendita sparsi in una dozzina di Paesi; si allunga dunque il corridoio che conduce dalle lenti oftalmiche alla salute connessa, e il fatto che proprio gli Stati Uniti – nonostante l’incognita daziaria, che il management continua a monitorare senza annunciare delocalizzazioni improvvise – abbiano trainato il quarto trimestre con un +24% suggerisce una tenuta strutturale della domanda anche in uno scenario di politica commerciale restrittiva -4-5-9.




