Belve, il ritorno con un look deciso e lo sbarco su Disney
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un’attesa, per i pochi ma fedelissimi che hanno fatto di “Belve” un piccolo cult della televisione italiana, che finalmente trova una data di scadenza. Dal 7 aprile, su Rai 2, Francesca Fagnani riprende in mano il microfono e quel ruolo – ormai iconico – di intervistatrice senza rete, capace di trasformare un faccia a faccia in un a corpo verbale. Le registrazioni, va detto, sono già state effettuate, e i primi segnali che filtrano dagli studi parlano di una messa in scena curata fin nei dettagli: a cominciare dal look scelto per la conduttrice, che per la prima puntata ha optato per un grande classico, un abito composto ma sofisticato, il cui effetto elegante non nasconde però una certa decisa fermezza. È un modo, quello di Fagnani, per annunciare che la sostanza non cambierà, anche se il contenitore, in parte, si allarga.
Una settima stagione che cambia piattaforma
La novità più rilevante, per chi segue il programma dalla sua genesi, non riguarda soltanto gli ospiti o le scalette. “Belve”, prodotto da Fremantle e diventato un fenomeno di culto al di là degli ascolti tradizionali, abbandona il recinto esclusivo della Rai per approdare, contemporaneamente, su Disney+. Un’operazione, questa, che ne sancisce la trasversalità: dal servizio pubblico al colosso internazionale dello streaming, il marchio dell’intervista graffiante cerca un pubblico nuovo senza tradire quello storico. La messa in onda resta ancorata al martedì sera, alle 21.20, ma l’accesso on demand – oltre che su Raiplay – sarà garantito anche sulla piattaforma Disney+, dove l’intera stagione troverà una seconda vetrina.
Gli ospiti della prima serata: tre donne, tre storie
Per il debutto, fissato il 7 aprile, Francesca Fagnani ha selezionato tre figure femminili distanti tra loro quanto basta per generare scintille. Si tratta di Amanda Lear, icona poliedrica e sfuggente; di Micaela Ramazzotti, attrice dal carattere esposto e dalla carriera intensa; e di Zeudi Di Palma, volto noto al pubblico dei reality e delle cronache di costume. Tre ospiti che portano con sé biografie densissime, e che – ci si aspetta – non avranno vita facile davanti alle domande della giornalista. Perché è questo il meccanismo che ha reso “Belve” un caso editoriale: il confronto senza sconti con personaggi dello spettacolo, del costume e, talvolta, della cronaca, dove ogni risposta rischia di diventare una confessione.
I Nip e i fuori onda: le altre novità della struttura
Non mancano, nella settima edizione, alcune innovazioni nella struttura stessa del programma. Tra queste, spicca la striscia dedicata ai “Nip”, acronimo che sta per “normali persone” (e che richiama ironicamente i Vip): uomini e donne comuni, estranei al jet set, che si sottoporranno a loro volta alle domande di Francesca Fagnani. Un azzardo narrativo, il suo, che mescola i piani tra celebrità e anonimato. Accanto a questo, gli immancabili fuori onda – sempre molto attesi – promettono di restituire il clima reale delle registrazioni, tra tensioni, silenzi e qualche sorriso inaspettato. Nessuna concessione al pietismo, però: se ci saranno riferimenti a fatti di cronaca nera, questi verranno trattati esclusivamente nella loro dimensione giudiziaria, senza compiacimenti descrittivi.




