Odore e svenimenti in palazzetto, 15 pallavoliste intossicate da monossido di carbonio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un episodio dall'esito potenzialmente grave, fortunatamente scampato, ha interrotto bruscamente una partita di serie C femminile di pallavolo, causando il ricovero di quindici atlete. La gara, che vedeva di fronte la squadra locale dello Zafferana Volley e le ospiti della Asd Volley 96 di Milazzo, si è infatti trasformata in un'emergenza sanitaria a causa di una fuga di monossido di carbonio dall'impianto di riscaldamento del palatenda comunale di Zafferana Etnea. La dinamica, ricostruita dalle dichiarazioni del sindaco, ha visto le giovani atlete accusare malori durante il terzo set dell'incontro, costringendo all'interruzione della competizione e al successivo trasferimento d'urgenza presso il pronto soccorso dell'ospedale Cannizzaro di Catania.

Il quadro clinico e le cure immediate

Le atlete, alcune delle quali sono svenute sul campo dopo aver avvertito un odore strano e sintomi di malessere, sono state sottoposte a controlli medici che hanno confermato il sospetto d'intossicazione da CO. Otto delle persone coinvolte, comprendendo sei giocatrici della squadra ospite, una di quella di casa e un adulto presente in struttura, hanno dovuto ricorrere a trattamenti specifici presso la camera iperbarica, una procedura standard per questo tipo di avvelenamenti che mira a eliminare rapidamente il gas dal sangue. La gestione dell'emergenza, tuttavia, ha permesso di evitare conseguenze permanenti, tanto che nella notte stessa tutte le ricoverate hanno ottenuto la dimissione, lasciando alle spalle un'esperienza traumatica ma senza danni fisici di lungo periodo.

L'apertura dell'inchiesta della Procura

A seguito dell'incidente, la Procura di Catania ha immediatamente aperto un fascicolo per fare piena luce sulle responsabilità tecniche e gestionali che hanno portato alla pericolosa fuga di gas. Il procuratore Francesco Curcio ha confermato l'avvio delle indagini, che al momento non vedono indagati ma si concentrano sull'ipotesi di reato di lesioni colpose. Gli accertamenti si concentreranno inevitabilmente sulla manutenzione e sul controllo degli impianti del palasport, un edificio pubblico di proprietà comunale, al fine di determinare se vi siano state negligenze o imperizie nella sua conduzione. L'obiettivo è comprendere le cause precise del malfunzionamento, che ha esposto atlete e pubblico a un rischio concreto per la salute.

Le verifiche sulle condizioni della struttura

L'episodio riporta l'attenzione, non per la prima volta, sulla sicurezza e sullo stato di conservazione degli impianti sportivi pubblici, spesso al centro di polemiche per carenze strutturali o manutentive. L'inchiesta giudiziaria dovrà ora esaminare nel dettaglio la documentazione relativa alle revisioni dell'impianto termico, accertando se i necessari controlli periodici siano stati effettuati secondo le normative vigenti. La vicenda, per quanto a lieto fine dal punto di vista sanitario, lascia aperte questioni cruciali sulla prevenzione e sulla garanzia di ambienti sicuri per chi pratica sport a qualsiasi livello, sollevando interrogativi che le indagini dovranno chiarire senza lasciare spazio a equivoci.

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