Nintendo alza i prezzi di Switch, Switch 2 e dell’abbonamento online
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non è stata una giornata qualunque per gli appassionati dei prodotti Nintendo, se è vero – come è stato confermato nella riunione con gli investitori – che l’azienda di Kyoto ha deciso di ritoccare al rialzo i listini di quasi tutta la sua attuale gamma hardware, includendo in questa manovra economica anche le varie fasce di abbonamento a Nintendo Switch Online. Il servizio, che consente l’accesso al gioco in rete e a una cospicua libreria di titoli classici provenienti dalle console del passato della compagnia, subirà dunque un incremento ancora non quantificato nei dettagli per i mercati occidentali. Al momento, a essere state rese pubbliche con precisione sono soltanto le entità degli aumenti previsti in Giappone, rivelatisi particolarmente significativi come si evince dalla tabella divulgata nella stessa comunicazione ufficiale. E se l’aumento delle rette mensili o annuali del servizio online rischia di pesare sul costo complessivo per i giocatori più assidui, non meno rilevante è la decisione – annunciata nella medesima giornata – di alzare il prezzo di vendita delle console.
L’hardware più caro da settembre, con motivazioni generiche
Nintendo ha giustificato l’operazione, destinata a coinvolgere l’intero pianeta, con un generico riferimento ai “cambiamenti nelle condizioni di mercato”, una formula piuttosto ampia che non ha mancato di suscitare più di qualche interrogativo tra gli osservatori. Dal 1° settembre 2026, negli Stati Uniti la console Nintendo Switch 2 passerà quindi a 499,99 dollari, con una maggiorazione di cinquanta dollari rispetto ai precedenti 449,99. Nel Vecchio continente il rincaro è stato fissato a 40 euro, portando il prezzo a 499,99 euro. Ancora più ravvicinata nel tempo, invece, la scadenza per il Giappone: qui l’aumento scatterà già il 25 maggio, e non riguarderà esclusivamente il nuovo modello. La stessa comunicazione ha infatti precisato che verranno ritoccati al rialzo anche i prezzi di Switch OLED, Switch Lite e del modello originale della prima generazione, in un’impennata generalizzata che tocca verticalmente l’intera linea produttiva attualmente in commercio.
Numeri di vendita: Switch 2 sfiora i 20 milioni, l’originale insegue la PS2
I dati finanziari relativi al trimestre compreso tra gennaio e marzo 2026, diffusi contestualmente alla notizia degli aumenti, hanno offerto un quadro aggiornato e per certi versi sorprendente delle performance commerciali delle due piattaforme. Al 31 marzo 2026, Nintendo Switch 2 ha raggiunto quota 19,86 milioni di unità vendute in tutto il mondo, un risultato notevole se si considera il poco tempo trascorso dal suo lancio. Nel solo primo trimestre del 2026, la casa nipponica ha distribuito 2,49 milioni di esemplari del nuovo modello, mentre le vendite della prima Switch – quella ormai storica – hanno segnato 550.000 unità aggiuntive nello stesso periodo. Con questi numeri, la console originale è salita a 155,92 milioni di esemplari complessivi, piazzandosi a meno di quattro milioni dal record assoluto detenuto dalla PlayStation 2. Un margine che, nonostante l’inevitabile declino fisiologico di un prodotto longevo, tiene ancora aperta la possibilità di un sorpasso storico.
Un rendering contabile senza precedenti recenti
La giornata di annunci, come detto particolarmente densa per la compagnia guidata da Shuntaro Furukawa, ha quindi consegnato agli analisti due ordini di informazioni strettamente intrecciati. Da un lato, la solidità delle vendite – con Switch 2 ormai prossima alla soglia dei 20 milioni e l’antenata che continua a macinare numeri da record – dimostra la robustezza del mercato per l’azienda. Dall’altro, la decisione di aumentare i prezzi sia dell’hardware che del servizio online arriva in un momento di forte penetrazione commerciale, quasi a voler testare l’elasticità della domanda. Non è stato comunicato, almeno per ora, se gli incrementi occidentali seguiranno fedelmente la proporzione di quelli giapponesi o se subiranno variazioni legate alle specificità dei singoli territori. Quello che appare certo, leggendo i documenti diffusi, è che la strategia economica di Nintendo sta virando verso una fase di rimodulazione al rialzo, abbandonando – almeno temporaneamente – la politica di prezzi stabili che aveva caratterizzato i primi cicli di vita delle sue ultime piattaforme.




