Sinner vince Wimbledon e scoppia la polemica sul governo assente: Abodi replica, Renzi e Fassino attaccano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Jannik Sinner ha scritto una pagina di storia del tennis italiano, imponendosi a Wimbledon contro Carlos Alcaraz in una finale che ribalta il copione del recente Roland Garros. Quella sconfitta, che aveva lasciato strascichi di rammarico per i tre match point sfumati, è stata cancellata dall’exploit sull’erba londinese, dove il tennista sudtirolese ha conquistato il suo quarto Slam e il primo titolo italiano ai Championships. Un traguardo che, come sottolineato da Dario Puppo durante l’ultima puntata di TennisMania su OA Sport, lo proietta verso il Career Grand Slam, rendendo tangibile l’ideale kiplinghiano di saper "incontrare trionfo e sconfitta trattando allo stesso modo quei due impostori".

La vittoria, però, ha acceso un dibattito parallelo, lontano dai campi. L’assenza di rappresentanti del governo alla finale ha scatenato critiche trasversali, con l’opposizione che ha puntato il dito contro l’esecutivo, e in particolare contro il ministro dello sport Andrea Abodi. Matteo Renzi e Piero Fassino sono tra i più accesi: il primo ha parlato di "mancanza di sensibilità", il secondo di "occasione persa per lo sport italiano". Abodi, intervenuto a La politica nel pallone su Rai Gr Parlamento, ha replicato difendendo la scelta: «Anche un ministro ha diritto a passare una giornata con la famiglia». Pur aprendo alla possibilità di un futuro riconoscimento istituzionale, ha aggiunto: «Quando Sinner vorrà, saremo pronti ad accoglierlo».

Intanto, i numeri confermano l’impatto straordinario del fenomeno Sinner. Dal 2019 a oggi, il suo palmarès si è arricchito di trofei e guadagni, mentre i circoli tennistici italiani registrano un boom di iscrizioni, segno di un’eredità che va oltre i risultati sportivi. Quella di Wimbledon non è solo una vittoria, ma un tassello di un percorso che lo vede ormai candidato a dominare la scena mondiale, con una freddezza agonistica e una maturità tecniche che pochi, nella storia recente, hanno mostrato a vent’anni.

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