L'incubo di Nessy Guerra: ai domiciliari in Egitto, il padre attende i fatti dall'Italia

L'incubo di Nessy Guerra: ai domiciliari in Egitto, il padre attende i fatti dall'Italia
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Redazione Interno Redazione Interno   -   La vicenda che vede coinvolta la giovane sanremese in Egitto si tinge ogni giorno di nuove, preoccupanti sfumature. Giampaolo Guerra, padre di Nessy, lancia un appello accorato e al tempo stesso carico di speranza: "Lei adesso è ai domiciliari, dall’Italia ci aspettiamo i fatti". Le sue parole, riportate da Repubblica, arrivano a poche ore da un nuovo incubo vissuto dalla figlia, quando le forze dell'ordine egiziane hanno fatto irruzione nella sua abitazione nel cuore della notte.

Un'azione che, come racconta lo stesso padre, ha rischiato di trasformarsi in un arresto, scongiurato solo dall'intervento tempestivo dei diplomatici italiani. "Noi speriamo che alle belle parole pronunciate dal ministro degli Esteri seguano i fatti", aggiunge Guerra, sottolineando come la famiglia desideri unicamente fare ritorno in Liguria, a Sanremo, mentre la figlia si ritrova confinata in casa con agenti di polizia a vigilare sui suoi movimenti.

La notte di paura e il fermo in commissariato

A descrivere le ultime e drammatiche 48 ore è la stessa Nessy Guerra in un'intervista al Corriere della Sera. La notte tra il 30 giugno e il 1 luglio, la quiete della sua casa è stata spezzata da un citofono insistente alle tre del mattino. "Ho avuto paura che fosse il mio ex marito Tamer", confessa la giovane, ma dall'altra parte c'era la polizia egiziana, che le intimava di vestirsi in fretta e di seguirla in commissariato insieme alla figlia di tre anni e mezzo.

Un ordine esecutivo, a quanto pare, legato al diritto del padre, Tamer Hamouda, di vedere la bambina, sebbene le autorità non abbiano fornito ulteriori chiarimenti. La paura di Nessy, come raccontato in un messaggio alla redazione de "Le Iene", era quella di essere arrestata, un timore che si è trasformato in un incubo concreto quando ha scoperto che l'ex marito era in arrivo per incontrare la piccola.

L'incubo, per fortuna, si è concluso dopo poche ore, grazie anche all'intervento dell'ambasciatore d'Italia al Cairo, Agostino Palese, che ha assistito la donna durante il fermo, e all'azione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha personalmente sollecitato il rilascio. Un rilascio, però, che si è rivelato solo un'illusione di libertà.

I domiciliari e l'attesa per un futuro incerto

La libertà riconquistata, per Nessy Guerra, ha il sapore amaro di una prigione dorata. Dopo il rilascio, la donna è stata costretta a firmare un documento con il quale giura di non lasciare la propria abitazione, una sorta di arresti domiciliari con agenti di polizia che presidiano l'edificio per controllare che non esca. Una misura che, a quanto pare, potrebbe essere la soluzione per farle scontare la condanna a sei mesi di detenzione per adulterio, confermata in appello, lontano dal carcere.

La stessa Nessy, in un'intervista a Sanremonews, ha espresso la speranza che le autorità egiziane accettino questa soluzione, pur sottolineando l'incertezza del momento: "Se proprio mi devono far scontare questa assurda e ingiusta pena, spero almeno che me lo facciano fare qui in casa, così posso stare insieme ad Aisha". Il timore più grande, in questo limbo, resta che la situazione possa degenerare da un momento all'altro, con un nuovo fermo e un trasferimento in carcere.

La diplomazia italiana e la richiesta di grazia

Mentre la famiglia Guerra vive nell'angoscia, la Farnesina lavora su più fronti per risolvere la complessa vicenda giudiziaria. Il ministro Tajani, intervenuto alla Camera, ha annunciato che l'ambasciata italiana al Cairo ha formalmente presentato alle autorità egiziane una richiesta di grazia presidenziale per Nessy Guerra. Un atto che, se accolto dal presidente Abdel Fattah al Sisi, potrebbe rappresentare una svolta decisiva.

Tajani ha però precisato che la situazione resta "complessa" anche sul piano giudiziario, con un ricorso in Cassazione pendente contro la condanna per adulterio e un altro procedimento per l'affidamento della figlia Aisha, per la quale permane il divieto di espatrio. La Farnesina, in questo contesto, assicura il massimo impegno per garantire la tutela e la sicurezza della connazionale e della figlia, mentre la famiglia Guerra attende che le "belle parole" si trasformino in azioni concrete per poter finalmente riabbracciare Nessy e la piccola Aisha in Italia.

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