Israele riclassifica i coccodrilli, Ben Gvir vuole usarli come deterrente per le evasioni
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Redazione Esteri
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Fossati pieni di coccodrilli a guardia dei detenuti: non è l'incipit di un film distopico, tantomeno il ritorno a una leggenda medievale come quella della Fossa del Miglio a Castel Nuovo. È il progetto che il Ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, sta portando avanti con determinazione, ottenendo un primo, decisivo via libera dal governo.
L'obiettivo dichiarato, come riportato dai media israeliani, è quello di utilizzare i coccodrilli del Nilo come deterrente naturale attorno al carcere di Ketziot, nel sud del Paese, dove sono reclusi numerosi militanti di Hamas catturati dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023.
La riclassificazione che apre le porte all'uso dei rettili
Il passo decisivo che ha trasformato quella che poteva sembrare una provocazione in un'ipotesi concreta è stato compiuto dal Ministro per la Protezione ambientale, Idit Silman. Come riportato da diverse testate, Silman ha firmato un nuovo regolamento che riclassifica i coccodrilli, spostandoli dalla categoria di "animali selvatici" a quella di "fauna selvatica allevata in cattività".
Questo cambiamento, apparentemente burocratico, è in realtà fondamentale, perché apre la strada all'utilizzo dei rettili per scopi di sicurezza, incluso quello di scoraggiare le evasioni carcerarie, superando i vincoli che ne consentivano la detenzione solo per scopi educativi o di ricerca. La riclassificazione, entrata in vigore mercoledì, trasferisce di fatto la supervisione sugli animali dall'Autorità per la Natura e i Parchi a un generico "ente di sicurezza", categoria in cui rientra a pieno titolo il Servizio carcerario israeliano, che tra l'altro è diretto proprio da Ben Gvir.
Il sostegno di Ben Gvir e il progetto per Ketziot
La decisione di Silman è stata accolta con entusiasmo da Ben Gvir, che non ha mai fatto mistero della sua intenzione di circondare le carceri con i rettili. L'idea, come raccontato da fonti vicine al ministro, si ispirerebbe al centro di detenzione per immigrati di stampo trumpiano soprannominato "Alligator Alcatraz" in Florida.
Il ministro, noto per le sue posizioni di estrema destra e per un passato di condanne per istigazione al razzismo, ha pubblicizzato l'iniziativa sui social con un post che lascia poco spazio a dubbi: "State pensando di tentare la fuga? Ripensateci", ha scritto su Facebook giovedì, accompagnando il messaggio con un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che lo ritrae mentre tiene un coccodrillo al guinzaglio, con la didascalia "I ministri Ben Gvir e Silman collaborano e circondano le prigioni con i coccodrilli!".
Secondo quanto riferito dai media israeliani, il primo obiettivo del controverso progetto sarebbe il carcere di Ketziot, nel deserto del Negev, dove sono detenuti molti prigionieri palestinesi per motivi di sicurezza.
Le opposizioni e le critiche al progetto
Nonostante il via libera politico, il piano di Ben Gvir non manca di sollevare critiche e opposizioni, anche all'interno delle stesse strutture statali. L'Autorità per la Natura e i Parchi si è opposta fermamente alla riclassificazione, che sottrae alla sua supervisione gli animali, sostenendo che le leggi vigenti tutelano i rettili e che questi dovrebbero essere protetti dall'uomo e non utilizzati per proteggere le strutture umane.
Anche i consulenti legali del ministero hanno espresso pareri contrari, definendo la mossa di Silman come potenzialmente priva di una base legale e professionale sufficiente. A questi si aggiunge lo scetticismo iniziale di alcuni ufficiali del Servizio carcerario israeliano, che, secondo quanto riportato da Channel 13, avevano accolto con ironia e scherno la proposta quando era stata avanzata per la prima volta lo scorso anno.
Lo stesso servizio penitenziario ha comunque preso la proposta sul serio, tanto da inviare una delegazione per un sopralluogo in un allevamento di coccodrilli a Hamat Gader, al fine di valutare un possibile approvvigionamento degli animali.




