Napoli, la morte di Nunzia tra la ferita alla testa e le denunce per stalking
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Redazione Interno
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Il corpo di Nunzia Cappitelli è stato rinvenuto, privo di vita, all'interno della sua abitazione a Piscinola, nella periferia nord di Napoli, dove la cinquantunenne era tornata ad abitare da soli tre mesi, dopo aver fatto benedire la casa dal parroco con la speranza di un nuovo inizio. A lanciare l'allarme, nel pomeriggio di venerdì, è stato un ventunenne con il quale la donna aveva avuto in passato una relazione, lo stesso che, nonostante una denuncia per maltrattamenti presentata dalla Cappitelli, era stato visto di recente aiutarla a sistemare piante e fiori all'esterno dell'abitazione. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Chiaiano e della Squadra Mobile, supportati dalla Scientifica, per ricostruire una dinamica che si presenta fin da subito complessa e non univoca.
Le ipotesi sul decesso
La scena che si è presentata agli investigatori mostrava la donna con una profonda ferita al capo, un particolare che, se da un lato ha immediatamente sollevato il sospetto di una morte violenta – ipotesi che include anche il possibile femminicidio –, dall'altro non ha portato ad escludere, almeno in via preliminare, circostanze di segno completamente opposto. Gli accertamenti, che proseguono a tutto campo, considerano infatti con pari attenzione la possibilità di un incidente domestico o di un malore improvviso, il quale, provocando una caduta, avrebbe potuto causare il trauma riscontrato. È questa, stando a un primo esame esterno della salma, la pista che al momento appare come la più probabile, sebbene nessuna teoria venga scartata.
Le denunce e il quadro relazionale
A rendere più intricato il caso, contribuisce il retroterra della vittima, la quale, come emerso dalle prime indagini, aveva sporto denuncia contro due uomini per stalking. Uno di loro, come accennato, è il giovane ritrovatore, la cui posizione, alla luce del loro legame intermittente – caratterizzato da tensioni giudiziarie ma anche da apparenti riconciliazioni – viene naturalmente scrutinata con particolare attenzione. L'altra persona denunciata, di età più matura, completa un quadro relazionale che gli investigatori stanno analizzando minuziosamente per comprendere se, e in che misura, quelle vicende pregresse possano avere un nesso con il tragico epilogo.
Le indagini in corso
La Squadra Mobile, coordinata dalla Procura, procede dunque senza preclusioni, vagliando ogni elemento emerso dal sopralluogo e dalle prime dichiarazioni. L'obiettivo è quello di fare piena luce su quanto accaduto tra le mura domestiche di piazza Sant'Alfonso, accertando se la fine di Nunzia Cappitelli sia da ascrivere a un evento accidentale, a una fatalità dettata da condizioni di salute, o a una volontà omicida. La scienza, con le sue analisi, avrà l'ultima parola per dissipare le ombre che ancora avvolgono la morte della donna, la cui ricerca di una vita serena si è interrotta in modo così drammatico e improvviso.




