Zermatt, valanga spettacolare investe un treno: paura a bordo ma nessun ferito
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Redazione Esteri
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Una slavina di dimensioni imponenti si è staccata nella mattinata di martedì 17 febbraio dai versanti che sovrastano le Alpi svizzere, andando a colpire, per fortuna senza conseguenze per l’incolumità delle persone a bordo, un convoglio passeggeri della Matterhorn Gotthard Bahn in transito nei pressi della celebre località di Zermatt, nel Canton Vallese. L’evento, la cui dinamica è stata interamente ripresa dagli smartphone di alcuni viaggiatori che si trovavano sui sedili del treno, ha sollevato una nube di neve polverosa tanto spettacolare quanto, nei fatti, innocua: la massa bianca, pur avvolgendo completamente i vagoni e oscurando per alcuni istanti la visuale dai finestrini, non ha provocato danni strutturali al mezzo né tantomeno feriti tra i presenti, limitandosi a sollevare esclamazioni di stupore e timore tra i passeggeri che hanno assistito alla scena.
Le immagini, diffuse successivamente dalle testate locali tra cui il Walliser Bote, mostrano l’enorme cortina di polvere bianca precipitare a valle con rapidità, avvicinandosi inesorabilmente al treno che percorreva la tratta ferroviaria in direzione di Zermatt, una delle mete turistiche più rinomate dell’arco alpino grazie al suo iconico Cervino. Nonostante la violenza del distacco, confermata dal livello di pericolo valanghe che martedì aveva toccato il grado massimo, il 5, per poi essere ridimensionato a 4 nella giornata di mercoledì, il treno è stato investito solo dalla parte terminale e meno densa della slavina, quella composta prevalentemente da aria e sottili cristalli di ghiaccio che, di fatto, hanno lambito la vettura senza spostarla dai binari né infrangere i vetri. Il personale ferroviario, come raccontato da una dei passeggeri, Andrea, al portale 20 Minuten, ha gestito la situazione con professionalità, assistendo i viaggiatori nell’attesa di circa novanta minuti prima che potessero essere fatti salire a bordo di un autopostale, operazione resa possibile solo dopo che le squadre di soccorso hanno provveduto a liberare la sede ferroviaria dalla neve accumulata.
Il caos nei collegamenti e l'alta vigilanza per il rischio valanghe
L’ondata di maltempo che sta flagellando la regione del Vallese, con precipitazioni neviche abbondanti e forti venti che hanno creato accumuli pericolosi sui pendii, ha causato notevoli ripercussioni sulla viabilità ordinaria, con strade e linee ferroviarie chiuse o interrotte in diversi punti, e la situazione, sebbene in via di miglioramento, rimane monitorata con attenzione dalle autorità. La valanga che ha investito il treno non è stato un episodio isolato: l'intera area è in preda a un'instabilità del manto nevoso che ha costretto alla chiusura di numerosi accessi, come quelli alle stazioni di carico per autoveicoli di Goppenstein, riaperti solo dalle 08:30 di mercoledì dopo lo stop forzato dei giorni precedenti, e ha isolato comprensori sciistici come Saas Fee e Zinal. Le autorità cantonali, coadiuvate dagli esperti dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF), hanno diramato bollettini che invitano alla massima prudenza, sottolineando come le condizioni del manto, seppur in lento miglioramento, presentino ancora strati fragili capaci di cedere al passaggio di escursionisti o mezzi meccanici.
L'intervento dei soccorsi e la graduale riapertura delle vie di comunicazione
Sul luogo dell’evento, compreso tra le località di Herbrigg e Randa, sono intervenuti prontamente gli agenti di polizia e i vigili del fuoco di St. Niklaus, che hanno constatato l'assenza di feriti e avviato le procedure per la messa in sicurezza del tratto, al fine di consentire il ripristino della circolazione ferroviaria, seppur con ritardi e limitazioni. I collegamenti sostitutivi mediante autobus, attivati per garantire comunque un minimo di mobilità a residenti e turisti diretti a Zermatt, stanno operando con frequenza ridotta, e le autorità raccomandano di informarsi sullo stato delle strade prima di mettersi in viaggio, poiché su alcune tratte, come ad esempio quella del Brünig Pass tra Sarnen e Brienz, l'obbligo di catene a bordo sta creando code e rallentamenti. La regione, pur colpita da questa ondata di maltempo che ha fatto scattare l'allerta massima, sta gradualmente tornando a una parziale normalità, ma gli esperti mettono in guardia: la neve fresca depositata sulle pendici, unita all'aumento delle temperature previsto, potrebbe innescare ulteriori slittamenti del manto, mantenendo alta la soglia di attenzione.
I rilievi del Soccorso alpino e la verifica delle condizioni meteo
Il Soccorso alpino, chiamato a valutare la stabilità del versante da cui si è staccata la slavina che ha lambito il treno, sta effettuando sopralluoghi per accertare che non vi siano pericoli imminenti di ulteriori distacchi che possano minare la sicurezza dei binari o delle strade sottostanti, un lavoro certosino che procede di pari passo con le operazioni di sgombero neve. Le precipitazioni nevose, che hanno interessato l’intero arco alpino con particolare intensità proprio sul versante svizzero, hanno depositato uno strato di neve fresca la cui quantità, variabile a seconda della quota e dell'esposizione, è stata misurata dalle stazioni meteorologiche sparse sul territorio, fornendo dati utili agli esperti per aggiornare costantemente i modelli previsionali. Nel frattempo, i turisti presenti nelle località isolate, pur con qualche disagio, stanno vivendo questa situazione come un evento eccezionale, immortalando con i propri telefonini la potenza della natura che, nonostante i rischi, regala scenari di rara bellezza.




