Caldo e maltempo a Parma: allerta arancione per i 36 gradi, attesi temporali
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Redazione Interno
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Da domani, mercoledì 1° luglio, l'Emilia-Romagna dice addio all'allerta rossa per le temperature estreme che ha caratterizzato gli ultimi giorni, ma la tregua sarà solo parziale. Il bollettino diramato dall'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, basato sui dati previsionali di Arpae, indica che i termometri si attesteranno ancora su valori elevati, costringendo a mantenere un livello di attenzione significativo sul territorio.
Nello specifico, per le aree di pianura e collina del settore centro-orientale della regione è prevista un'allerta arancione, con colonnine di mercurio che potrebbero raggiungere picchi di 36 gradi; le zone occidentali, comprese le province di Parma e Piacenza, saranno invece interessate da un'allerta di colore giallo.
L'evoluzione meteo e l'arrivo dell'aria fredda atlantica
Il quadro meteorologico è destinato a cambiare radicalmente a partire dal pomeriggio di mercoledì, quando una massa d'aria più fresca proveniente dall'Atlantico inizierà a penetrare sul territorio, determinando un calo delle temperature e innescando una serie di temporali intensi e organizzati. A confermarlo è Stefano Grazzini, responsabile della Sala operativa e del Centro funzionale di Arpae, il quale spiega che questo rapido cambio di circolazione atmosferica porrà fine alla fase di caldo estremo per lasciare spazio a un deciso peggioramento delle condizioni.
In particolare, il settore ferrarese sarà soggetto a una doppia allerta: una arancione per le temperature estreme e una gialla per i forti temporali che potrebbero colpire l'area tra la notte di mercoledì e quella di giovedì.
I rischi idrogeologici e le raccomandazioni della Protezione Civile
La transizione dal caldo al maltempo non sarà indolore, e la Protezione Civile dell'Emilia-Romagna ha emesso un'allerta gialla per temporali validi per l'intera giornata di mercoledì 1 luglio, con possibili effetti e danni associati al territorio. La preoccupazione maggiore riguarda le aree collinari e montane dove, a causa delle precipitazioni, non si escludono fenomeni di dissesto idrogeologico come frane, ruscellamenti e un repentino innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua del reticolo minore.
L'evoluzione prevista per le successive 48 ore lascia intendere una sostanziale stazionarietà del fenomeno temporalesco, che richiederà dunque un monitoraggio costante della situazione.
Le dichiarazioni dell'esperto Pregliasco sull'impatto del caldo
In un contesto di stress climatico come quello attuale, il tema della salute pubblica torna prepotentemente alla ribalta, e a lanciare un allarme epidemiologico è il professor Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell'Università Statale di Milano. Sebbene sia ancora presto per tracciare un bilancio definitivo dell'impatto del caldo sulla salute, Pregliasco ha ipotizzato che tra giugno e luglio le vittime premature in Europa potrebbero aggirarsi tra le 5.000 e le 15.000 unità, parlando di una "previsione realistica". L'attenzione rimane alta, dunque, non solo per l'evoluzione meteo ma anche per i suoi effetti sulla popolazione, con una nuova ondata di calore già prevista dagli esperti a partire dal 7 luglio.




