Taglio dei cavi ferroviari in Calabria, la Procura di Paola indaga per sabotaggio
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Redazione Interno
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Un atto vandalico che ha gettato nel caos l'intera rete ferroviaria calabrese, con pesanti ripercussioni sui pendolari e sui viaggiatori diretti verso il Sud. Ieri mattina, giovedì 9 luglio, la circolazione dei treni è stata sospesa per diverse ore a causa del taglio di cavi in fibra ottica e rame, un'azione che, per le modalità e la simultaneità con cui è stata condotta, lascia pochi dubbi sulla sua natura dolosa.
Un atto deliberato su due fronti: le linee Tirrenica e Jonica nel mirino
L'azione criminosa ha colpito in contemporanea i due principali assi ferroviari della regione, come hanno potuto verificare gli inquirenti. Sulla linea Tirrenica, il danno è stato individuato tra San Lucido e Longobardi, nel Cosentino, mentre sulla tratta Jonica i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) hanno riscontrato due distinti episodi di manomissione nei pressi di Cutro e di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.
In questi ultimi due siti, distanti tra loro poche centinaia di metri, sarebbero stati eseguiti quattro tagli netti che hanno reciso sia i cavi in fibra ottica, fondamentali per le comunicazioni, sia quelli in rame, un elemento che, secondo gli investigatori, rende plausibile anche l'ipotesi del furto di metallo.
Un particolare che ha subito orientato le prime verifiche della Procura di Paola, competente per territorio, verso una duplice pista investigativa: il tentativo di furto di rame, non andato a buon fine, o un vero e proprio atto di sabotaggio. A confermare la matrice dolosa dell'accaduto, contribuendo a escludere un guasto casuale, è anche la contemporaneità degli eventi, con i sistemi di sicurezza di Rfi che hanno registrato il blocco della circolazione sulle due direttrici poco dopo l'una della notte del 9 luglio.
Le parole di Roberto Occhiuto: "Un gesto vile che colpisce i cittadini"
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha commentato con durezza l'accaduto, definendolo un fatto gravissimo e un gesto vile e inaccettabile. "Forse qualcuno pensa – ha dichiarato – con azioni di questo tipo, di colpire il governo o il ministro Salvini. La realtà è che a pagarne le conseguenze sono migliaia di cittadini, costretti a subire pesanti disagi e limitazioni alla propria libertà di movimento".
Occhiuto ha quindi espresso la propria fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, confidando che i responsabili possano essere individuati e assicurati alla giustizia, ringraziando al contempo i tecnici di Rfi per il tempestivo intervento che ha permesso di ripristinare la circolazione in poche ore. La sua posizione riecheggia il sentore di chi vede in questo gesto non un semplice atto vandalico, ma un'azione mirata a creare disagio e instabilità.
Le indagini della Procura di Paola e la pista del terrorismo
Le indagini sono state affidate alla Polizia Ferroviaria, sotto il coordinamento della Procura di Paola, che sta cercando di fare chiarezza sull'esatta dinamica dei fatti. La prima ipotesi, come accennato, resta quella di un tentato furto di rame, un fenomeno purtroppo noto e che spesso causa interruzioni sulla rete ferroviaria.
Tuttavia, gli inquirenti non escludono affatto la pista del sabotaggio, soprattutto alla luce del fatto che i cavi sono stati tranciati in quattro punti differenti e in due aree geograficamente distanti nello stesso arco di tempo, un modus operandi che suggerisce una certa organizzazione. Un elemento che ha portato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a parlare apertamente di terrorismo. "Stamattina mi sono svegliato all'alba con il primo WhatsApp dell'amministratore delegato di Rfi che intorno alle 6. 30 mi avvisava di cavi tranciati lungo la linea ferroviaria in Calabria col blocco della circolazione. Spero che non ci sia nessuno che lo fa per motivi politici, perché poi a piedi ci rimangono i pendolari calabresi", ha dichiarato Salvini, sottolineando come quasi un quarto dei disagi ferroviari sia causato da atti dolosi.
Un'intera regione paralizzata e i disagi per i viaggiatori
Le conseguenze del sabotaggio si sono riversate immediatamente sui viaggiatori, con la circolazione sospesa su quattro linee fondamentali: Salerno-Paola, Catanzaro Lido-Taranto, Sibari-Paola e Cosenza-Paola. Questo ha significato ritardi, limitazioni di percorso e numerose cancellazioni per i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali, gettando nel caos migliaia di persone.
L'odissea dei pendolari non si è fermata ai confini della Calabria, con ripercussioni che si sono allargate anche ad altre regioni del Sud, creando disagi a passeggeri diretti in Campania e in tutto il basso Tirreno. Per limitare i disagi, Rfi e Trenitalia hanno attivato servizi di autobus sostitutivi sulle tratte interessate, mentre i tecnici dell'azienda ferroviaria lavoravano senza sosta per ripristinare la piena funzionalità dell'infrastruttura.
La circolazione è progressivamente tornata alla normalità a partire dalle 8:25 del mattino, quando i treni hanno ripreso a viaggiare regolarmente su entrambe le linee.
Sull'accaduto, che ha sollevato un forte allarme per la sicurezza dell'infrastruttura critica, le forze dell'ordine stanno ora acquisendo tutti gli elementi utili a risalire agli autori del gesto, in un contesto in cui la vulnerabilità di una rete estesa come quella ferroviaria rappresenta una sfida complessa per le autorità.




