Borsa europea in calo, il petrolio spinge i timori sui tassi
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Redazione Economia
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Le Borse europee hanno chiuso in ribasso il 24 settembre 2026 sotto la pressione del nuovo rialzo del petrolio, con il Brent tornato vicino ai 107 dollari al barile e Piazza Affari tra i mercati più penalizzati. A Milano il Ftse Mib ha terminato la seduta con una perdita dello 0,9%, il peggior risultato tra i principali listini del Vecchio Continente, mentre gli investitori hanno guardato con attenzione all’impatto del greggio sull’inflazione e sulle future decisioni delle banche centrali.
Il rialzo del petrolio pesa sui mercati azionari
La corsa del prezzo del petrolio ha riacceso i timori legati alla dinamica dei prezzi al consumo, perché un’energia più costosa può aumentare la pressione inflazionistica e condizionare la politica monetaria. Il mercato ha collegato il movimento del greggio alla possibilità di nuovi interventi sui tassi di interesse da parte della Federal Reserve e della Banca centrale europea.
Il comparto tecnologico è stato tra quelli più colpiti nella seduta, contribuendo al ribasso generalizzato degli indici europei. La maggiore sensibilità delle società del settore alle variazioni dei rendimenti obbligazionari ha amplificato le vendite, in una giornata caratterizzata da un atteggiamento prudente degli operatori finanziari.
Rendimenti dei titoli di Stato e pressione sulla Fed
Negli Stati Uniti l’attenzione si è concentrata sul mercato dei Treasury, dove il rendimento del titolo a 30 anni ha raggiunto i livelli più elevati dal 2004. L’aumento dei rendimenti è stato alimentato dalle aspettative di un possibile nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve già nel mese di ottobre, dopo dati macroeconomici giudicati solidi dal mercato.
Wall Street ha proseguito le contrattazioni con un andamento debole, seguendo il calo dei mercati azionari europei e il movimento negativo dei titoli di Stato americani. Il rafforzamento delle aspettative sulla politica monetaria statunitense ha aumentato la cautela degli investitori, impegnati a valutare l’effetto dei tassi più elevati sulle valutazioni delle aziende.
Milano chiude in fondo ai listini europei
A Piazza Affari la pressione si è accentuata nella parte finale della seduta, portando il Ftse Mib a una flessione dello 0,9%. Anche gli altri principali mercati europei hanno terminato la giornata con il segno negativo, in un contesto segnato dal rialzo delle materie prime energetiche e dall’aumento dell’avversione al rischio.
Gli operatori hanno seguito anche il vertice tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, oltre agli sviluppi dei conflitti internazionali in corso, dal Medio Oriente all’Ucraina. Il petrolio Brent ha registrato valori superiori ai 105 dollari nelle quotazioni della giornata, confermando la forte attenzione dei mercati sulle oscillazioni dell’energia.
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