Autotrasportatori, deduzione forfettaria a 48 euro per il 2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, d'intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha ufficialmente definito gli importi delle agevolazioni fiscali per gli autotrasportatori relativi al periodo d'imposta 2025, con effetti sulla dichiarazione dei redditi del 2026. La misura, che rappresenta un importante strumento di semplificazione per le piccole imprese del settore, conferma l'importo di 48 euro giornalieri per le spese non documentate sostenute al di fuori del Comune in cui ha sede l'azienda. ilsole24ore +3

Tale cifra, come si legge nel comunicato stampa del Mef diffuso il 23 giugno, rimane invariata rispetto agli ultimi anni, non beneficiando di quell'adeguamento che invece era stato concesso in via straordinaria nel 2021. La decisione, come vedremo, è strettamente legata alla dotazione finanziaria del fondo dedicato, rimasta ancorata a 70 milioni di euro. teleborsa +3

Deduzione a 48 euro e 16,80 euro per le trasferte

La deduzione forfetaria, pensata per evitare agli autotrasportatori l'onere di rendicontare analiticamente ogni singola piccola spesa (come pedaggi minori, parcheggi o pasti fuori sede), è stata quindi confermata nella misura piena di 48 euro per le trasferte effettuate oltre il confine del Comune in cui ha sede l'impresa. Per i trasporti che si svolgono invece all'interno del medesimo territorio comunale, l'importo riconosciuto scende al 35% di tale cifra, attestandosi quindi a 16,80 euro giornalieri. lapam +3

Un aspetto importante da sottolineare è che la deduzione spetta una sola volta per ogni giorno di effettuazione dei trasporti, a prescindere dal numero di viaggi compiuti nella giornata. Non si tratta, va chiarito, di un rimborso in denaro, bensì di una riduzione della base imponibile su cui vengono calcolate le tasse: in pratica, a un'aliquota IRPEF del 35%, questi 48 euro di deduzione si traducono in un risparmio effettivo di circa 17 euro per ogni giornata lavorativa. teleborsa +3

Le risorse e il mancato adeguamento

La ragione principale per cui l'importo non è cresciuto risiede nella dotazione del fondo che alimenta la misura, che il Mef ha mantenuto ferma a 70 milioni di euro. Di conseguenza, non si è verificato alcun incremento delle singole cifre giornaliere, che dal 2022 a oggi sono rimaste sostanzialmente congelate. L'unica eccezione degna di nota risale al 2021, quando l'importo era stato portato eccezionalmente a 55 euro per far fronte all'impennata dei costi energetici seguita allo scoppio del conflitto in Ucraina.

Da allora, nonostante un'inflazione che ha progressivamente eroso il potere d'acquisto reale del beneficio, il governo non è più intervenuto per adeguarlo, mantenendo la soglia fissa a 48 euro per quattro periodi d'imposta consecutivi. ilsole24ore +3

Come funziona l'agevolazione

Il meccanismo dell'agevolazione è pensato per snellire gli adempimenti burocratici delle piccole imprese del settore: gli autotrasportatori che operano in forma individuale o i soci di società di persone che guidano personalmente i mezzi possono dedurre forfetariamente le spese di trasferta senza obbligo di conservare le singole ricevute. Questa possibilità è riservata a chi adotta un regime di contabilità semplificata o ordinaria per opzione, mentre ne sono esclusi i contribuenti in regime forfetario o ex regime dei minimi.

Per la compilazione della dichiarazione dei redditi, l'Agenzia delle Entrate ha già fornito le indicazioni operative: la deduzione va riportata nei quadri RF e RG dei modelli Redditi, utilizzando i codici 43 e 44 per le trasferte oltre e entro il Comune, rispettivamente. lapam +3

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