Italia, il ritorno di Mancini parte con una sconfitta: Belgio troppo forte all'Olimpico
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Redazione Sport
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La prima partita del nuovo ciclo di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale si chiude con una sconfitta per 0-2 contro il Belgio allo stadio Olimpico di Roma. Un esordio amaro, arrivato dopo mesi di attesa e di promesse su un presunto cambio di passo che, sul campo, non si è visto. La rete di Godts al 20' e quella di Lukebakio al 69' hanno consegnato i tre punti alla formazione guidata da Mark van Bommel, anch'egli al debutto sulla panchina dei Diavoli Rossi.
Un primo tempo senza scampo
L'Italia è apparsa in difficoltà fin dalle prime battute, incapace di contenere un avversario più organisé et plus incisif, capace di sfruttare ogni errore in impostazione per ripartire in velocità. Il vantaggio belga nasce proprio da una palla persa a centrocampo da Alessandro Romano, esordiente assoluto in azzurro: De Bruyne lancia Godts, che si libera di due difensori e batte Donnarumma. Il portiere azzurro, uno dei pochi a raggiungere la sufficienza, evita un passivo più pesante con almeno quattro interventi decisivi nella sola prima frazione.
Il Belgio ha comandato le operazioni con un De Bruyne illuminante e un Godts immarcabile sulla fascia, mentre la difesa italiana, con Di Lorenzo in evidente affanno, ha sofferto le incursioni avversarie.
La reazione incompiuta e il contropiede letale
Nella ripresa l'Italia ha provato ad alzare il baricentro e a costruire occasioni, con Kean e Pio Esposito protagonisti di un paio di conclusioni pericolose. L'episodio decisivo arriva però al 69': Barella perde palla in una situazione di possesso, De Ketelaere innesca la ripartenza di Lukebakio, appena entrato, che si invola verso l'area e batte Donnarumma con un sinistro angolato. È il colpo che spegne le velleità di rimonta degli azzurri e che chiude di fatto la partita.
Nel finale, Scalvini ha l'occasione per segnare il gol della bandiera, ma da due passi manda incredibilmente sopra la traversa.
I fischi dell'Olimpico e le parole di Mancini
Alla fine della partita, e già all'intervallo, il pubblico dell'Olimpico ha accompagnato la squadra con fischi sonori. Il commissario tecnico, intervenuto ai microfoni della Rai, non ha cercato alibi: «Il primo tempo il Belgio ha giocato meglio di noi, noi siamo stati un po' in difficoltà. Nel secondo tempo abbiamo giocato noi e il Belgio è andato in difficoltà. Nelle occasioni che abbiamo avuto potevamo fare goal, abbiamo subito con il nostro errore». Sulla contestazione del pubblico, Mancini ha aggiunto: «Quando si perde non siamo mica contenti. Fischi meritati? Quando si perde ci stanno». E ancora: «Sarà più bello quando arriveremo in cima all'Everest, sarà ancora più bello il finale».
Un quadro tecnico e caratteriale da ricostruire
La prestazione offerta contro il Belgio ha riproposto problemi già noti al calcio italiano: scarsa qualità nel palleggio, fragilità caratteriale nei momenti di difficoltà, incapacità di sostenere il ritmo di avversari più abituati a giocare partite di alto livello. Mancini, nel prepartita, aveva parlato della necessità di trovare nuovi numeri dieci e aveva ammesso che agli italiani manca il ritmo delle grandi competizioni internazionali.
Il Belgio, dal canto suo, ha mostrato un'idea di gioco già collaudata nonostante il cambio in panchina: recupero palla, ripartenza secca e sfogo sugli esterni, esattamente il copione che ha portato ai due gol.
Il cammino in Nations League
La sconfitta contro il Belgio rappresenta un passo falso pesante nel cammino della nuova Italia in Nations League, dove gli azzurri affronteranno ancora Turchia e Francia nel giro di pochi giorni. Il ritorno di Mancini, annunciato dopo l'esperienza in Arabia Saudita, doveva servire a riaccendere l'entusiasmo dopo le delusioni degli ultimi anni e la mancata qualificazione ai Mondiali. La prima uscita, però, ha restituito l'immagine di una squadra ancora lontana dalle nazionali di vertice, tanto sul piano tecnico quanto su quello mentale.
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