Omicidio a Torre Canne, lite tra due uomini finisce con un colpo di cacciavite: arrestato il 39enne che ha confessato
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Redazione Interno
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L’ha chiamato lui stesso il numero di emergenza, quel gesto che in molti casi trasforma un fuggiasco in un collaboratore di giustizia, per quanto paradossale possa sembrare in una notte di sangue. A Torre Canne, frazione balneare di Fasano nel brindisino, un uomo di 39 anni, Teodoro Cavaliere, si è presentato ai carabinieri dopo aver ucciso Eros Rossi, 41enne brindisino che si trovava in una villetta lungo la Strada Provinciale 90. La vittima, già agli arresti domiciliari per reati in materia di sostanze stupefacenti, è stata colpita ripetutamente con un cacciavite: un’arma che, per la sua natura sottile e penetrante, trasforma una lite in un omicidio senza quasi lasciare spazio a ferite da difesa.
La dinamica della lite e la colluttazione nella villetta
Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti – che hanno coordinato l’intervento della compagnia di Fasano e del Nucleo Investigativo di Brindisi – tra i due uomini sarebbe scoppiata una violenta discussione, il cui movente resta al vaglio degli investigatori. Da quelle parole, probabilmente cariche di rancore o di vecchi conti in sospeso, si è passati a una colluttazione fisica; nel corso di quella lotta, l’aggressore ha afferrato un oggetto contundente (il cacciavite, appunto) e ha colpito la vittima in diverse parti del. Rossi, nonostante la sua posizione di detenzione domiciliare che lo vincolava all’interno dell’immobile, non ha potuto fare nulla per evitare i fendenti.
La confessione spontanea e l’arresto del presunto killer
A fare la differenza, in questa indagine lampo, è stata la telefonata dello stesso Cavaliere: un gesto che molti definirebbero impulsivo, ma che agli occhi della procura di Brindisi rappresenta un elemento processuale di non poco conto. L’uomo, 39 anni, anch’egli di Brindisi, ha raccontato ai militari la sua versione, ammettendo le proprie responsabilità. I carabinieri lo hanno quindi tratto in arresto con l’accusa di omicidio; al momento non si escludono approfondimenti sulle circostanze che hanno scatenato la lite, né sulla natura del rapporto tra i due – se di conoscenza occasionale o di una frequentazione più strutturata.
La posizione della vittima: domiciliari per droga
Eros Rossi non era un uomo qualunque: si trovava agli arresti domiciliari proprio in quella villetta di Torre Canne, una misura che gli imponeva di non allontanarsi dall’abitazione. Un dettaglio, quest’ultimo, che rende ancora più drammatica la dinamica: la casa, pensata come luogo di espiazione della pena, si è trasformata in una trappola mortale. Il 41enne stava scontando una condanna per reati legati al traffico o alla detenzione di stupefacenti – circostanza che non giustifica l’accaduto, ma che aiuta a inquadrare il contesto sociale e giudiziario in cui si muovevano i protagonisti della nottata.




