Juve-Lazio finisce 2-2, un pari che vale come una rimonta
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Redazione Sport
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Allo Stadium di Torino, dove l’incontro tra Juventus e Lazio valevole per il ventiquattresimo turno di Serie A si è concluso con un rocambolesco 2-2, i bianconeri hanno salvato un punto che, sul piano del punteggio, allontana ulteriormente l’ipotesi Scudetto ma che, sul campo, ha assunto i contorni di una piccola impresa. La squadra di Spalletti, che con questo risultato consolida il suo secondo posto portandosi a 46 punti, aveva infatti costruito un vantaggio apparentemente solido nella fase iniziale della ripresa, per poi vedere la propria rete assediata negli ultimi minuti di gioco, fino al definitivo pari firmato nel recupero. Nel primo tempo, nonostante un dominio territoriale abbastanza netto, la Juventus non era riuscita a concretizzare le proprie occasioni, vedendo anche un gol di Bremer su azione da fermo essere miracolosamente respinto da Provedel e un’altra marcatura, su conclusione di Koopmeiners, essere annullata per un fuorigioco di Thuram posizionato in mezzo al campo visivo del portiere.
Il doppio vantaggio laziale e la reazione bianconera
La partita, che fino all’intervallo era rimasta in equilibrio nonostante le palle gol, è esplosa all’inizio del secondo tempo con due reti in rapida successione degli uomini di Spalletti. Pedro, prima, e Isaksen, appena due minuti dopo, hanno infatti scritto il momentaneo 0-2, proiettando la Lazio verso una vittoria che sembrava ormai certa. La Juventus, tuttavia, ha dimostrato un carattere che in altre occasioni era parso latitare, reagendo con immediatezza e riaprendo i giochi già al cinquantanovesimo minuto con la marcatura di McKennie. Da quel momento in poi, l’incontro si è trasformato in un monologo bianconero, con la Lazio costretta a difendersi e a sperare nella tenuta della propria retroguardia.
Bremer, un difensore dal fiuto per il gol
In una gara dove il risultato è stato plasmato dagli attaccanti, un ruolo determinante, seppur in maniera diversa dalle reti segnate, lo ha avuto il centrale brasiliano della Juventus, Bremer. Il suo contributo offensivo, del resto, non costituisce una novità in questa stagione, nella quale, nonostante le sole tredici presenze, ha già collezionato tre gol e due assist, eguagliando il suo record personale di partecipazioni dirette a reti in una singola stagione di Serie A. Una statistica curiosa, che lo vede insieme a un altro difensore in vetta a una classifica particolare, lo identifica come uno dei due soli giocatori del suo ruolo ad aver segnato più gol rispetto alle volte in cui è stato superato in dribbling, a sottolineare una stagione di grande efficacia in entrambe le fasi di gioco.
Il finale e il peso del risultato
L’assalto finale della Juventus, supportato da una produzione statistica di tiri che ha toccato quota trentaquattro, ha trovato il suo compimento solo a ridosso del fischio finale, quando Kalulu è riuscito a trovare il gol del definitivo pari, regalando ai suoi un punto che sa di rivalsa e ai laziali una delusione per i due punti sfumati all’ultimo respiro. Un episodio, quello del pari, che rappresenta calcio puro e che cambia la prospettiva con cui si analizza la gara: l’attenzione, infatti, si sposta inevitabilmente dalla carenza realizzativa mostrata per larga parte dell’incontro alla fierezza della rimonta, un aspetto psicologico non trascurabile nel prosieguo di un campionato che, per i bianconeri, appare sempre più una rincorsa.




