Sinner, il campione e quella capacità di stare sempre dentro la partita

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   I tabelloni principali degli Australian Open sono allineati alle semifinali. In modo simmetrico, tra le donne, alle due favorite del torneo, la numero uno del mondo Aryna Sabalenka e la numero due Iga Swiatek, si oppone una coppia di tenniste, Paula Badosa e Madison Keys, che sembrano tornate a un ottimo livello di gioco dopo un periodo complesso, fatto di infortuni e molti dubbi. Questa mattina, Sabalenka sfida Badosa in un match che appare non regalare molte chance alla spagnola se non fosse che nei turni precedenti la bielorussa si è presa qualche pausa inquietante.

Jannik Sinner, invece, ha dominato, lasciandosi alle spalle i tremori e le paure. Ha attivato la "modalità mostro", come ha dichiarato il suo allenatore Simone Vagnozzi. Il ragazzo smarrito che solo due giorni prima barcollava sul campo, con il volto pallido e il respiro affannoso, non c'è più. Almeno per adesso. È tornato il numero uno, il campione, la macchina. "È importante capire che ci sono giorni in cui proprio non va. Ed è allora che devi reagire e trovare una soluzione", ha spiegato Vagnozzi, ricordando un episodio curioso agli Australian Open, quando a Sinner non suonò la sveglia e arrivarono tardi al match, perdendo il primo set.

Sinner continua a stupire agli Australian Open, raggiungendo la semifinale dopo una prestazione magistrale contro Alex De Minaur nei quarti di finale. Il suo allenatore ha raccontato i retroscena di queste intense giornate, tra difficoltà fisiche, strategia e prospettive future. Sinner è favoritissimo a Melbourne, con i "mostri sacri" Murray e Kuerten nel mirino.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.