Bologna, migliaia di giovani al rave illegale nell'ex caserma Stamoto per Capodanno
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Redazione Interno
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Le forze dell'ordine sono ancora impegnate, a partire dalla serata del 31 dicembre, nei pressi dell'ex caserma Stamoto, a Bologna, dove diverse migliaia di persone hanno dato vita a un rave party non autorizzato. L'evento, che ha visto convergere sulla struttura demaniale abbandonata, tra viale Felsina e via Castelmerlo, giovani da tutta Italia e anche dall'estero, ha tenuto sotto pressione la periferia della città, sebbene, come ha sottolineato il sindaco Matteo Lepore, la situazione non abbia conosciuto degenerazioni particolari e si stia progressivamente risolvendo grazie all'intervento delle forze di polizia. Molti partecipanti, dopo una notte trascorsa tra musica techno e temperature rigide, hanno cominciato a disperdersi già dalle prime ore dell'alba del primo giorno dell'anno.
L'occupazione notturna e lo sgombero
Per accedere all'ampio spazio dell'ex complesso militare, i partecipanti hanno forzato i cancelli, spezzando le catene che ne garantivano la chiusura, in un'azione pianificata che aveva come obiettivo proprio quella location per festeggiare il Capodanno. La mole dei presenti, stimata dalle autorità in un numero compreso tra i tremila e i quattromila individui, ha inevitabilmente creato disagi e timori tra i residenti della zona, i quali hanno sollecitato, anche attraverso le loro segnalazioni, un più massiccio e rassicurante dispiegamento di agenti. L'operazione di controllo e di identificazione delle persone coinvolte nell'illecito prosegue con metodo, e decine di identificazioni sono già state effettuate dagli operatori intervenuti sul posto.
Le dinamiche e il contesto dell'evento
Questo episodio, che si inserisce in una lunga serie di raduni simili organizzati in modo abusivo, si distingue tuttavia per la sua relativa pacificità, se paragonato ad altre situazioni analoghe del passato che hanno invece registrato momenti di tensione più acuta. La natura spontanea e illegale del raduno, promosso attraverso canali non istituzionali e legato all'ambiente dei centri sociali, ha reso impossibile qualsiasi forma di prevenzione o di gestione concordata delle presenze, lasciando alle forze dell'ordine il compito di intervenire a fatto compiuto. Le immagini circolate, che mostrano l'affluenza massiccia e la sistemazione approssimativa all'interno dell'area, confermano la portata di un evento che ha trasformato, seppur per poche ore, un luogo periferico e in disuso in un polo di attrazione per appassionati del genere.
Le reazioni e la gestione dell'ordine pubblico




