Milano, le mostre da non perdere nel giugno 2026 tra grandi classici e nuove scoperte

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Se si esclude la frenesia degli opening in concomitanza con la Milano Art Week dello scorso aprile, il mese di giugno rappresenta per la città un momento di stasi solo apparente, perché i grandi musei e le fondazioni più attive propongono un calendario capace di soddisfare sia i puristi della storia dell’arte sia i cacciatori di novità più radicali.

Sebbene il termometro segni temperature estive e molti milanesi sognino già le ferie, l’offerta culturale del capoluogo lombardo – lo si può affermare senza timore di smentita – regge benissimo il confronto con i mesi autunnali, tradizionalmente più ricchi di eventi. A fare da cornice a questa programmazione, naturalmente, c’è lo straordinario patrimonio architettonico cittadino, che trasforma ogni visita in un’esperienza immersiva a tutto tondo.

I grandi classici tra metafisica, macchiaioli e scultura monumentale

Per chi ama l’arte italiana dell’Ottocento e del primo Novecento, Palazzo Reale si conferma una tappa obbligata con due appuntamenti di straordinaria rilevanza. La grande retrospettiva dedicata ai Macchiaioli, che resterà aperta fino al 14 giugno, propone oltre cento opere capaci di raccontare la rivoluzione luministica di Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini, figure che hanno saputo infrangere gli schemi accademici legando la loro ricerca alle istanze risorgimentali.

Sempre a Palazzo Reale, ma con un orizzonte temporale più ampio – e precisamente fino al 27 settembre –, le imponenti tele di Anselm Kiefer dialogano con la solennità della Sala delle Cariatidi: l’artista tedesco, com’è noto, riporta alla luce le figure dimenticate della scienza alchemica in un percorso che mescola memoria storica e potenza visionaria.

A queste si affianca, fino al 21 giugno, il progetto diffuso “Metafisica / Metafisiche”, che coinvolge anche il Museo del Novecento e le Gallerie d’Italia in un omaggio a Giorgio de Chirico e ai maestri di quella corrente sospesa tra sogno e realtà.

Non manca, per gli appassionati di scultura contemporanea, l’imperdibile retrospettiva su Arnaldo Pomodoro alle Gallerie d’Italia, inaugurata il 29 maggio e destinata a restare in cartellone fino a ottobre: l’artista, com’è giusto che sia, ripercorre qui decenni di ricerca attraverso oltre quaranta opere che hanno segnato la storia dell’arte italiana.

Il contemporaneo più estremo tra installazioni sonore e performance

Cambiando radicalmente registro, chi cerca esperienze sensoriali forti non può ignorare la prima monografica europea di Marco Fusinato, ospitata al PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea fino al 7 giugno. L’artista e musicista australiano, celebre per la sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 2022, utilizza la chitarra elettrica e l’amplificazione di massa come strumenti per generare frequenze che, a ben vedere, si sentono più nelle ossa che nelle orecchie, creando un cortocircuito tra suono e immagine difficilmente replicabile altrove.

Parallelamente, gli spazi di Fondazione ICA Milano ospitano fino al 10 luglio “Dancing at the Edge of the World”, esposizione che raccoglie i finalisti dell’ottava edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura: cinque artisti internazionali, spinti dalla visione della scrittrice Ursula K. Le Guin, trasformano la materia plastica in un organismo vivo e in continua evoluzione.

E non si dimentichi, per chi gradisce un approccio più meditativo, la mostra “FRA_MENTI” alla Fondazione Luciana Matalon (dal 5 al 16 giugno), dove quattro fotografe – Valentina Loffredo, Laura Pellerej, Elena Siniscalchi e Romana Zambon – indagano il frammento come strumento privilegiato per osservare la realtà, muovendosi tra memoria, corpo e identità con uno sguardo volutamente intimo e antiretorico.

Design, fotografia e le grandi installazioni immersive

L’influenza del design sull’arte contemporanea, d’altronde, è uno dei tratti distintivi della scena milanese: l’ADI Design Museum in Piazza Compasso d’Oro propone fino al 7 giugno “BIT BY BIT – HARUKA MISAWA”, mentre alla Triennale prosegue fino a ottobre “Continuous Present”, omaggio di Toyo Ito al pensiero radicale di Andrea Branzi.

Per i patiti della fotografia, invece, una menzione speciale merita la retrospettiva su Giovanni Gastel a Palazzo Citterio, attiva fino al 26 luglio, che ripercorre l’evoluzione dell’immagine patinata tra moda e ritratto attraverso gli scatti di uno dei maestri indiscussi del settore.

Da segnalare, infine, l’installazione site-specific di Chiharu Shiota al Mudec: centinaia di fili che scendono dal soffitto incorniciano biglietti e fogli con nomi e ricordi di persone perdute, in un intreccio che, come suggerisce il titolo “The Moment the Snow Melts” (visitabile gratuitamente fino al 28 giugno), trasforma l’assenza in una presenza emotiva quasi tangibile.

E poco distante, negli stessi spazi del Mudec, prosegue anche “Il senso della neve”, un viaggio che lega scienza, antropologia e arte per raccontare il fascino effimero dei paesaggi innevati.

Le gallerie e gli spazi indipendenti da esplorare

Sarebbe un errore, tuttavia, limitarsi ai soli musei istituzionali: le gallerie private e gli spazi indipendenti, che a Milano pullulano con vitalità quasi sotterranea, offrono spesso le scoperte più interessanti per chi ha voglia di uscire dai circuiti ufficiali. In zona Porta Venezia, ad esempio, la Fondazione Marconi propone fino al 24 luglio un’ampia retrospettiva su Man Ray (“M for Dictionary”) che prende le mosse proprio dal linguaggio come chiave di lettura privilegiata per comprendere l’intera parabola creativa dell’artista statunitense.

Proseguendo per Corso Venezia, la galleria Mazzoleni presenta la prima personale milanese di Marinella Senatore, “FESTA!”, mentre in zona Duomo lo studio legale LCA rinnova il suo impegno per l’arte contemporanea con l’intervento site-specific di Giulia Mangoni a Palazzo Borromeo.

E per chi, infine, desiderasse una full immersion nella creatività più recente, Step FuturAbility District – lo spazio dedicato alla connessione con il futuro – celebra il suo quarto compleanno con un weekend di ingressi gratuiti, offrendo installazioni interattive e percorsi immersivi adatti anche ai visitatori più giovani.

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