Morbillo, il ministero richiama le Regioni: coperture sotto la soglia e rischio focolai

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il morbillo torna a circolare in Italia e il ministero della Salute ha trasmesso alle Regioni una circolare che fotografa una situazione tutt'altro che tranquillizzante. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati segnalati 609 casi tra sospetti, probabili e confermati, con un incremento del 78,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le segnalazioni erano state 342. Il dato supera anche il totale delle notifiche registrate nel 2024, anno che si era chiuso con 1.045 casi, il picco più alto degli ultimi anni.

Un virus che non colpisce più solo i bambini

La fotografia epidemiologica contenuta nella circolare, firmata da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie, racconta di un morbillo che ha cambiato volto. L'età mediana dei contagiati è di 30 anni e la fascia numericamente più coinvolta è quella tra i 15 e i 39 anni, con 345 segnalazioni. Il dato sulle incidenze, però, indica una criticità diversa: i bambini tra zero e quattro anni registrano 49,4 casi per milione, più del doppio rispetto alla fascia dei giovani adulti.

Particolarmente significativo è il rapporto tra i casi e lo stato vaccinale. Tra i contagiati del 2026 per i quali è nota la condizione immunitaria, il 93,3 per cento risulta non vaccinato. Nella fascia tra i 15 e i 39 anni la quota sale addirittura al 94,7 per cento. Un dato che, secondo il ministero, suggerisce una possibile criticità nella copertura vaccinale e un conseguente rischio di aumento della circolazione del virus tra i soggetti non immunizzati.

La seconda dose resta il tallone d'Achille

È sul completamento del ciclo vaccinale che si concentra l'allarme. Nel 2024 nessuna Regione o Provincia autonoma ha raggiunto la soglia del 95 per cento di copertura con la seconda dose, il livello che l'Organizzazione mondiale della sanità indica come necessario per interrompere la catena di trasmissione e garantire l'immunità di gregge. La media nazionale si è fermata all'84,45 per cento.

Le differenze territoriali sono marcate: si va dal 93,92 per cento della Lombardia al 67,88 per cento della Sicilia, passando per il 71,89 per cento della Campania e il 76,80 per cento della Calabria.

Sulla prima dose il quadro è meno drammatico ma non rassicurante. La media italiana è del 94,77 per cento, appena sotto la soglia raccomandata. Diverse Regioni l'hanno superata, tra cui Lombardia, Molise, Emilia-Romagna, Toscana e Abruzzo, mentre restano indietro Sicilia, Provincia autonoma di Bolzano, Marche e Sardegna. Il problema, però, non è solo di copertura: la circolare segnala la persistenza di cluster in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia e parla apertamente di una condizione di endemicità del morbillo nel Paese.

La diffusione territoriale e il caso Calabria

L'analisi delle segnalazioni regionali mostra una crescita disomogenea. La Calabria passa dai 17 casi del 2025 ai 265 del 2026, la Campania da 18 a 100, il Lazio da 47 a 54 e la Toscana da 6 a 49. Un'impennata che riflette, almeno in parte, la presenza di sacche di popolazione suscettibile in aree dove le coperture vaccinali sono storicamente più basse.

La circolare raccomanda campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie ad alto rischio, oltre al rafforzamento delle attività di recupero per garantire il completamento della seconda dose.

Un capitolo specifico riguarda gli operatori sanitari. Nel 2026, su 417 casi con professione nota, 55 sono operatori del settore, pari al 13,2 per cento. Tra questi, 40 su 45 con stato vaccinale noto risultano non vaccinati, l'88,9 per cento. Per il personale sanitario la circolare raccomanda la verifica dello stato immunitario, l'offerta attiva della vaccinazione e, quando opportuno, lo screening sierologico.

Perché la seconda dose è decisiva

La Società Italiana di Pediatria ha rilanciato l'allarme del ministero sottolineando un punto tecnico spesso trascurato. La seconda dose non è un passaggio accessorio: serve anche a proteggere quel circa 5 per cento di soggetti che non ha sviluppato una risposta immunitaria dopo la prima somministrazione. Il ciclo completo, previsto dal calendario vaccinale a 5-6 anni, è quindi parte integrante della protezione individuale e collettiva.

Il morbillo è una delle malattie virali più contagiose conosciute: una persona infetta può trasmetterlo fino a 17 persone suscettibili. Per interrompere la circolazione del virus non bastano coperture semplicemente alte, ma occorre raggiungere e mantenere almeno il 95 per cento con due dosi in ogni coorte di nascita. Il vaccino contro il morbillo è in uso da quasi sessant'anni e la letteratura scientifica documenta che il 30 per cento dei contagiati sviluppa complicanze, tra cui polmonite, encefalite e, in casi rari ma letali, panencefalite subacuta sclerosante.

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