Cremona, allarme per le chat che annunciano disordini: Prefettura e scuole in allerta per martedì 20 ottobre
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Redazione Interno
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La città di Cremona si prepara a vivere una giornata di forte tensione, con le istituzioni locali e le forze dell'ordine mobilitate per prevenire possibili disordini in occasione di una manifestazione studentesca non autorizzata annunciata per la mattinata di martedì 20 ottobre.
L'allarme è scattato nelle scorse ore dopo la diffusione di screenshot relativi a presunte chat tra studenti, la cui autenticità è ancora al vaglio della Prefettura, nelle quali si parla esplicitamente di occupazione di scuole e altri edifici pubblici, con la minaccia di svaligiare anche gli esercizi commerciali della zona.
La riunione in Prefettura e il raccordo con le scuole
Già nella mattinata di lunedì, la Prefettura ha coordinato un incontro con le forze dell'ordine per approfondire gli elementi disponibili, mentre Questura e Prefettura hanno contattato il Provveditorato agli Studi per assicurare un raccordo costante con gli istituti scolastici. La Digos è al lavoro per risalire agli amministratori del gruppo WhatsApp da cui sarebbero partiti i messaggi, mentre la Questura ha annunciato l'arrivo di rinforzi del reparto mobile da Roma.
Il sindaco Andrea Virgilio, che ha preso parte alla riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, ha confermato che la situazione è monitorata in stretto contatto con l'Amministrazione comunale.
Le misure adottate dagli istituti e dal commercio
Nonostante le voci circolanti, la Prefettura ha smentito l'ipotesi di una chiusura precauzionale delle scuole, confermando che gli istituti resteranno regolarmente aperti salvo diverse indicazioni ufficiali. Alcune scuole hanno comunque predisposto misure di sicurezza aggiuntive: al Torriani la dirigente Simona Piperno ha disposto un presidio più attento degli spazi interni e un'assemblea straordinaria con i rappresentanti di classe, spiegando che i cancelli chiuderanno alle 8.10 e che gli ingressi posticipati saranno ammessi solo previa identificazione.
Sul fronte commerciale, la direzione del centro CremonaPo ha invitato gli operatori ad abbassare le serrande al minimo segnale di disordine, specificando che l'ipermercato sarebbe stato indicato esplicitamente come potenziale obiettivo del corteo.
Le dichiarazioni del presidente della Provincia Mariani
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, che ha ribadito la distinzione tra manifestazione pacifica e atti di devastazione. «Il diritto a manifestare il proprio dissenso è un principio fondamentale e va riconosciuto e tutelato. Ma una cosa è manifestare pacificamente, un'altra è devastare, saccheggiare e danneggiare beni pubblici e privati: comportamenti che non sono tollerabili né accettabili, senza se e senza ma», ha dichiarato Mariani, sottolineando che gli immobili delle scuole superiori sono di proprietà della Provincia e che danneggiarli significa colpire un patrimonio dell'intera collettività. Il presidente ha inoltre confermato di essere in costante contatto con la viceprefetto Iole Galasso per seguire l'evoluzione della situazione.
La posizione di Portesani e le fake news
Anche il capogruppo di Novità a Cremona, Alessandro Portesani, ha espresso forte preoccupazione per le possibili manifestazioni violente, ribadendo la massima fiducia negli organi dello Stato preposti a garantire l'ordine pubblico e affermando che non possa esserci spazio per alcun tipo di violenza.
Nel pomeriggio di lunedì, la città ha vissuto ore di apprensione alimentate anche dalla circolazione di notizie false: sui social e nelle chat sono rimbalzate voci di scuole già occupate e di devastazioni in corso, tutte smentite dalle forze dell'ordine, che hanno verificato l'assenza di riscontri ai presunti punti di raccolta indicati nei messaggi.
Numerosi negozianti hanno abbassato le serrande in via precauzionale e alcuni esercizi hanno svuotato le vetrine, mentre le forze dell'ordine hanno presidiato le zone della stazione e del centro storico.
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