Gf Vip, la Manzini e il fidanzato segreto: «Lo amo da morire». Todaro: «Perché mentirmi?»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nel chiuso della cena, a ridosso della finale che sembrava ormai segnare i destini degli inquilini del loft più spiato d’Italia, Francesca Manzini ha gettato sul tavolo – letteralmente – una bomba pronta a disintegrare gli equilibri costruiti in settimane di convivenza forzata. La comica, che fino a qualche ora prima si mostrava fragile tra le braccia (amicizie) del ballerino Raimondo Todaro, ha confessato senza troppi giri di parole: «Sono fidanzata». Una rivelazione che, nell’immediatezza, ha spiazzato i coinquilini e mandato in tilt il suo principale sostenitore all’interno del programma condotto da Ilary Blasi.

La resa dei conti tra ombre e silenzi

L’atmosfera, è bene ricordarlo, non era certo delle più leggere. Antonella Elia, da giorni ormai, fiutava l’aria: un amico in comune, racconta la showgirl, le aveva sussurrato il nome di questo uomo misterioso, forse un volto noto dello spettacolo o forse qualcosa di ancora più ingombrante, tanto da dover essere tenuto blindato fuori dalla Casa. Lo strappo è avvenuto nel corso di un confronto serrato, con la Elia che incalzava ironicamente («Ma è un gangster? Un diplomatico?»), e con Alessandra Mussolini pronta a notare lo sbiancamento del volto della diretta interessata. A quel punto, la maschera è caduta. Tra le lacrime, la Manzini ha ammesso l’inganno: non solo esiste un uomo fuori, ma i sentimenti nei suoi confronti sono tutt’altro che sopiti. «Lo amo da morire», ha sussurrato, giustificandosi con la necessità di proteggere quel legame e quella persona dall’esposizione mediatica, confessando al contempo di averlo sentito fino al giorno prima di varcare la soglia del reality.

La furia di Raimondo Todaro e il senso di tradimento

Se per gli altri concorrenti la sorpresa è stata tanta, per Raimondo Todaro la doccia fredda si è trasformata quasi subito in un fiume di parole cariche di amarezza. Il ballerino, che nelle scorse settimane le era stato accanto ascoltando sfoghi notturni e storie di solitudine, ha letteralmente perso la bussola. «Perché devi fare la telenovela?», ha tuonato Todaro rivolgendosi a colei che considerava un’amica sincera. «Io so che lui l’ha lasciata nove mesi fa, mi hai detto che ti aveva scritto solo gli auguri di Natale. E ora salta fuori che lo sentivi fino alla sera prima dell’ingresso?». Il coreografo ha usato parole dure, quasi un pugno nello stomaco: ha confessato di essersi sentito preso in giro, di averle dato consigli basati su informazioni false, quando invece – a suo dire – sarebbe bastato un semplice «non posso parlare» per mettere fine ai giochi, senza dover costruire una narrazione parallela fatta di vittimismo e lacrime di coccodrillo.

Dalle scintille del litigio all’abbraccio riparatore

Nonostante il clima rovente, però, l’istinto di conservazione (o forse l’affetto reale) ha avuto la meglio. Dopo un acceso faccia a faccia in giardino, dove la Manzini ha ripetuto come un mantra di aver fatto «un casino» nel tentativo di proteggere entrambi, i due hanno trovato una momentanea tregua. L’abbraccio che ne è scaturito è stato lungo e carico di quella complicità che li ha contraddistinti per tutta l’edizione. Tuttavia, se il pubblico ha visto un lieto fine momentaneo, per gli altri coinquilini non è così. Paola Caruso e Lucia Ilardo hanno prima sottolineato come «più scavi e più trovi bugie», mentre Alessandra Mussolini ha tuonato contro quella che considera una farsa costruita ad arte: «Quaranta giorni attorno a questo racconto, a questo stato d’animo… e noi contro di lei che piangeva dalla mattina alla sera per una cosa non vera!». Un coro unanime, insomma, che lascia presagire che l’eco di questa confessione risuonerà ben oltre la cena che l’ha generata.

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