La Uefa studia un nuovo format per le qualificazioni a Mondiali ed Europei
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Redazione Sport
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Il calcio internazionale per nazionali, specialmente nella sua fase di accesso ai tornei, mostra da tempo i segni di una stanchezza profonda, non solo tra i tifosi ma anche per le emittenti televisive che faticano a valorizzare incontri spesso prevedibili e di esito scontato. È per ovviare a questo deficit di spettacolo e interesse che la Uefa, stando a quanto riportato da fonti giornalistiche autorevoli, sta seriamente valutando l'ipotesi di una riforma strutturale delle qualificazioni ai campionati europei e a quelli mondiali, un cambiamento che avrebbe l'obiettivo primario di ridare mordente e competitività a una fase cruciale del calendario.
Un modello ispirato ai club
Il presidente Aleksander Čeferin, nel corso di un recente vertice a Lisbona, aveva già lasciato intravedere la necessità di approcci più moderni, e ora da Nyon sembra che il lavoro abbia preso una direzione precisa. L'idea di fondo, che circola con insistenza negli ambienti specializzati, è quella di mutuare il format di successo recentemente adottato per le competizioni club, come la Champions League, applicandolo al contesto delle nazionali. Si tratterebbe, in sostanza, di superare l'attuale sistema a gironi, giudicato ormai ingombrante e poco spettacolare, per sperimentare soluzioni in grado di garantire un maggior numero di scontri ad alto tasso tecnico tra le squadre di vertice del continente, quelle che tradizionalmente richiamano il pubblico sugli schermi.
Le opzioni sul tavolo
Le strade percorribili, secondo le indiscrezioni, sono almeno un paio e tutte radicalmente diverse dall'impianto attuale. Una prima possibilità, che darebbe un senso e un peso definitivo a una competizione ancora in cerca di una piena legittimazione, prevede di utilizzare la Nations League come via privilegiata, se non esclusiva, per la qualificazione. Un'altra ipotesi, ancor più rivoluzionaria, mira a creare un campionato unico che raggruppi tutte e 54 le nazionali affiliate alla Uefa, oppure di suddividerle in due macro-gironi da 27 squadre ciascuno, in un formato che ricorda da vicino il "torneo di tutti" e che mira a eliminare quelle partite, oggi frequenti, caratterizzate da un eccessivo squilibrio tra avversari di valore profondamente differente.
La ricerca della competitività
Il cuore del problema, che l'organismo di governo del calcio europeo intende affrontare senza ulteriori indugi, risiede proprio nella ripetitività e nella prevedibilità di molti degli scontri che costellano il lungo percorso di qualificazione. L'obiettivo dichiarato, al di là della formula tecnica che verrà infine scelta, è quindi quello di offrire un palinsesto di incontri più equilibrati e, di conseguenza, più appassionanti, capaci di attrarre nuovamente l'attenzione degli appassionati e di valorizzare il prodotto televisivo, senza per questo appesantire ulteriormente un calendario già saturo di impegni per i calciatori, molti dei quali si trovano a dover affrontare stagioni dalla durata quasi infinita.




