Aeroitalia e Ita Airways siglano un accordo, l'assessora Manca: «Più diritti per l'isola»
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Redazione Economia
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Hanno trascorso mesi a contendersi il marchio Alitalia davanti ai giudici, divorando centimetri di carta bollata, e invece ora i rispettivi amministratori delegati – Joerg Eberhart per Ita e Gaetano Intrieri per Aeroitalia – hanno scelto di siglare la pace degli intenti commerciali. L'intesa, raggiunta proprio nella giornata in cui l'Antitrust apriva un fronte caldo con Volotea, prevede un accordo di interlinea che, a partire da luglio, integrerà le reti dei due vettori.
Per chi vola da o per la Sardegna, insomma, si tratta di un cambiamento sostanziale: si potrà acquistare un unico biglietto, passando senza soluzione di continuità dai voli nazionali di una compagnia a quelli internazionali dell'altra, con un’attenzione particolare all’hub di Roma Fiumicino.
Le dichiarazioni dell’assessorato: un passo concreto contro l’insularità
L’assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca, ha accolto la notizia come un’autentica boccata d’ossigeno per la mobilità insulare. "Sono state numerose le interlocuzioni che abbiamo portato avanti con le due compagnie – ha dichiarato – per sensibilizzarle sull'importanza di una stretta collaborazione". Secondo l’esponente della giunta Todde, questo sistema integrato rappresenta una garanzia aggiuntiva per i passeggeri: in caso di ritardi, smarrimento bagagli o coincidenze perse, la "riprotezione" sui voli successivi diventerà più fluida.
L’obiettivo dichiarato è ridurre quello svantaggio storico che, per chi vive su un'isola, trasforma il diritto alla mobilità in una conquista quotidiana.
L’ombra dell’Antitrust: Volotea e la pratica commerciale sotto accusa
Mentre i due ex rivali si stringevano la mano, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato metteva nel mirino la low cost spagnola Volotea. Al centro dell’istruttoria – che include anche un sub-procedimento cautelare – c’è la cosiddetta "Promessa di Fair Travel". In pratica, la compagnia ha introdotto una clausola che permette di adeguare il prezzo del biglietto (in su o in giù) in base all'andamento del Brent, chiedendo un supplemento che varia dai 6 ai 14 euro a tratta.
La contestazione è durissima: la modifica unilaterale del prezzo viene comunicata al consumatore solo sette giorni prima della partenza, in un momento in cui, avendo già organizzato ferie e impegni, l’utente si trova sostanzialmente costretto a pagare.
Le procedure di rimborso e i crediti di viaggio
Secondo le ricostruzioni basate sui numerosi esposti (tra cui quelli del Codacons che ha parlato di "balzello illegittimo"), Volotea offre al passeggero due alternative per evitare il sovrapprezzo: modificare il volo senza penali o cancellare il viaggio ottenendo un rimborso in crediti, utilizzabili esclusivamente sulla stessa compagnia. Se il cliente ignora la richiesta e non paga, la prenotazione viene cancellata senza alcun rimborso monetario.
L’Antitrust ritiene che questa pratica infranga la disciplina consumeristica, in quanto il prezzo mostrato al momento dell’acquisto risulterebbe "incompleto e ingannevole", violando il regolamento europeo che impone l’indicazione del prezzo finale definitivo.




