Auto vola nella scarpata, la vita spezzata di Corrado e Fortunata a Pomezzana
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Redazione Interno
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Il destino, si sa, ha talvolta un senso di humour cinico e spietato, ma più spesso ama costruire sceneggiature tragiche dove l’ordine delle cose viene riscritto in un istante. A Pomezzana, frazione montana del comune di Stazzema, nell’Alta Versilia, una coppia di anziani – lui, Corrado Lorenzi, di 87 anni, lei, Fortunata Moriconi, di un anno più giovane – ha visto la propria esistenza comune chiudersi in quel modo che solo le cronache giudiziarie osano definire “sincrono”. I due, molto conosciuti nel paese dove hanno sempre abitato, sono morti dopo che la loro Fiat Panda, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, è finita in un dirupo. Una scarpata, una di quelle che costeggiano le strade strette e tortuose delle colline lucchesi, ha inghiottito l’utilitaria con loro a bordo senza lasciare traccia immediata.
Ventiquattr’ore di silenzio e il ritrovamento in fondo al burrone
L’incidente si è verosimilmente consumato nella prima mattina di giovedì. Da quell’orario, infatti, dei due non si avevano più notizie: un vuoto di comunicazione che ha insospettito i familiari, spingendoli a innescare la macchina delle ricerche. È stato così che varie autorità – dalle stazioni dei carabinieri locali ai tecnici del Soccorso alpino di Querceta – hanno battuto palmo a palmo il territorio. I vigili del fuoco, il Soccorso nazionale alpino e speleologico (Cnsas) e persino il Soccorso alpino della guardia di finanza hanno setacciato i pendii. Per quasi ventiquattr’ore, tra speranze residue e la crescente consapevolezza che qualcosa fosse andato storto, nessuno ha smesso di scandagliare la vegetazione. Alla fine, il ritrovamento: la Panda giaceva in fondo a un burrone, con i corpi senza vita di Corrado e Fortunata ancora all’interno.
Una vita insieme e un ultimo, identico tragitto
L’ultimo avvistamento della coppia risaliva alle otto di quella stessa mattina, quando erano stati visti allontanarsi a bordo della propria auto. Nessuno, tra i vicini, aveva notato nulla di anomalo nel loro tragitto abituale: quelle strade, con le loro curve cieche e il fondo talvolta insidioso, le conoscevano a memoria. Eppure, proprio l’usuale familiarità con il percorso potrebbe aver giocato un ruolo – si ipotizza tra i primi rilievi dei carabinieri – nel distrarre l’attenzione in un momento decisivo. La dinamica resta in fase di accertamento, ma gli investigatori escludono al momento coinvolgimenti di terzi. Sulla provinciale che porta a Pomezzana non sono state rilevate tracce di frenate anomale, né altri veicoli coinvolti: sembra, insomma, che la Panda abbia semplicemente proseguito la sua corsa verso il vuoto. Un attimo, forse un colpo di sonno o un malore improvviso di chi era alla guida, e poi il ribaltamento nel silenzio delle Apuane.
Le ricerche, i soccorsi e il dispositivo di emergenza
A dare l’allarme sono stati i parenti, i quali, non vedendo rientrare i due anziani, hanno contattato le forze dell’ordine. La macchina dei soccorsi si è attivata tempestivamente: da un lato i vigili del fuoco con i loro mezzi per le operazioni in quota, dall’altro gli specialisti del Soccorso alpino della guardia di finanza, addestrati a muoversi su terreni impervi. I carabinieri, dal canto loro, hanno coordinato i rilievi e gestito i contatti con la famiglia, che nel frattempo aveva già organizzato un primo giro di controlli a tappeto tra le strade secondarie. La località Pomezzana, teatro del dramma, è un piccolo borgo di poche decine di anime, dove la notizia si è diffusa in un soffio. Quasi nessuno, tra chi li conosceva, ha voluto commentare: si limitavano a ripetere che quei due “erano inseparabili”. Una circostanza, questa, che ha finito per assumere i contorni di un presagio, visto che il destino – come hanno notato alcuni soccorritori a denti stretti – li ha voluti portare via insieme, senza lasciare che uno dei due dovesse sopravvivere all’altro.




