L'Epifania porta il gelo, ma la neve in pianura resta un'incognita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre il paese si avvia verso il consueto ponte festivo, una massa d'aria artica, in discesa decisa dal Nord Europa, si prepara a stravolgere il quadro meteorologico con un brusco crollo delle temperature, il quale promette di regalare, dopo tanto tempo, uno scenario invernale per il giorno della Befana. L’impressionante ondata di gelo, che sta già registrando minime fino a -7 gradi sul Piemonte e -5 sul Veneto, guadagnerà terreno estendendosi, nei prossimi giorni, anche alle regioni centrali, sebbene l’Italia resti tuttora divisa sotto il profilo termico. La propagazione di quest’aria polare, la cui irruzione è attesa a più riprese, causerà un diffuso e sensibile raffreddamento, con forti gelate notturne al settentrione, mentre al Centro si preannunciano piogge battenti e temporali a partire già da domenica, quando una prima perturbazione interesserà la zona con nevicate sugli Appennini già dai 1400 metri.

La perturbazione in arrivo e il nodo delle quote nevose

La sequenza di eventi meteo, che vede il maltempo tornare a bussare alle porte della Penisola, raggiungerà il suo apice probabilmente proprio per il 6 gennaio, giorno attorno al quale ruotano le maggiori attese, ma anche le incertezze maggiori. Le correnti instabili e fredde, infatti, renderanno l’atmosfera favorevole a precipitazioni che, tra lunedì e martedì, potranno assumere carattere nevoso fino a quote molto basse, in particolar modo sul Centro e sul Nord-Est. C’è chi, tra gli esperti, parla apertamente della possibilità di vedere la neve in pianura, un evento ormai raro in molte località, sebbene le condizioni specifiche – l’intensità del freddo in quota, l’apporto di umidità e la traiettoria delle perturbazioni – debbano ancora combaciare in maniera perfetta per garantirne l’effettivo accumulo al suolo nelle città.

Le previsioni per l’inizio di settimana

La prima parte della prossima settimana si prospetta dunque movimentata, con una lunedì caratterizzato da piogge su molte regioni del Centro-Sud e da nevicate sull’Appennino, mentre il martedì dell’Epifania potrebbe riservare ancora momenti di precipitazioni, in forma piovosa o mista a neve, in gran parte del paese. La posta in gioco, per gli appassionati di mete invernali, è proprio la quota al di sotto della quale la neve riesce a raggiungere il terreno; alcuni modelli, ad esempio, ipotizzano localmente quote inferiori ai 1400-1500 metri già sull’Appennino umbro-marchigiano in occasione del primo impulso perturbato di domenica. Tuttavia, come spesso accade in queste configurazioni, le dinamiche sono talvolta sottili e l’evento tanto atteso non è mai scontato, poiché basta una lieve modifica nella traiettoria di una depressione per cambiare completamente l’esito al suolo.

L’allerta e lo scenario termico complessivo

A contorno del quadro, che rimane in evoluzione e da monitorare nei dettagli nelle prossime ore, è stata diramata un’allerta gialla in quattro regioni per il rischio maltempo. Il netto calo termico, che sarà comunque una costante entro la festività, non sarà però uniforme su tutto il territorio nazionale, lasciando alcune aree relativamente più miti rispetto al gelo che stringerà altre. Ciò che appare certo è la persistenza di condizioni di freddo intenso, con valori minimi che rimarranno molto bassi per diversi giorni, e l’arrivo di nuovi impulsi perturbati che, dopo una fase più stabile, riporteranno la pioggia e la neve a fare da protagonisti dell’inizio d’anno, in un inverno che sembra finalmente voler mostrare la sua vera natura.

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