Il superG di Soldeu incorona Emma Aicher, Goggia è sesta ma resta al comando della classifica
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Redazione Sport
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Il tracciato dell'Àliga, che ad Andorra mette alla prova la velocità pura e la capacità di interpretare i cambi di pendenza, ha regalato uno spettacolo fatto di distacchi importanti e di una gerarchia che, per quanto riguarda la lotta per la coppa di specialità, è destinata a rimanere in bilico fino alle ultime battute della stagione. Emma Aicher, ventiduenne tedesca dal talento cristallino, ha offerto una prestazione che poco si presta a repliche, dominando il supergigante con un crono di 1’26”72 e rifilando distacchi pesantissimi alle inseguitrici. Il suo è stato un vero e proprio monologo, costruito su una partenza lanciata e su una perizia tecnica nei curvoni che ha mandato in frantumi ogni riferimento cronometrico: Alice Robinson, seconda al traguardo, ha accusato un ritardo di ottantotto centesimi, mentre Corinne Suter, vincitrice della discesa del giorno precedente, ha chiuso terza a novantotto centesimi.
La risposta italiana, in questo contesto di supremazia tedesca e neozelandese, è arrivata a sprazzi ma senza la continuità necessaria per ambire al podio. Sofia Goggia, che pure aveva mostrato buone sensazioni nella libera di venerdì, ha faticato a trovare il feeling giusto con i settori centrali della pista, quelli dove Aicher ha invece letteralmente volato. Il sesto posto finale, con un passivo di un secondo e trentadue centesimi, rappresenta un risultato comunque di sostanza per la bergamasca, che vede però ridursi il vantaggio nella classifica di specialità. Alice Robinson, con i novantaquattro centesimi di ritardo che valgono un argento pesante, si porta ora a venti lunghezze dalla vetta, rendendo la volata per la coppa di disciplina una questione che riguarda ormai solamente loro due e la stessa Aicher, terza forza a quota duecentoventiquattro.
Non è stata certamente la giornata di Federica Brignone, che dopo aver saltato la discesa per non sovraccaricare il ginocchio sinistro, è tornata in pista ma senza la consueta brillantezza. Un errore piuttosto netto nell'affrontare l'ingresso del muro finale le ha precluso ogni possibilità di lottare per le posizioni che contano, costringendola a chiudere in quindicesima posizione con un distacco superiore ai due secondi. Una prova opaca, la sua, che stride con i fasti olimpici di Milano Cortina e che lascia intendere come la condizione non sia ancora ottimale. Di ben altro spessore la prova di Laura Pirovano, ottava a un secondo e quarantadue, che conferma una solidità di rendimento ormai costante ai massimi livelli, anche se le manca ancora quel guizzo in più per fare il salto di qualità definitivo verso la top3.




