Boccia di nuovo indagata per l'audio di Sangiuliano, la procura ipotizza interferenze illecite
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Redazione Interno
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La Procura di Roma ha formalizzato una nuova accusa a carico di Maria Rosaria Boccia, imputandole il reato di interferenze illecite nella vita privata, un capitolo giudiziario che si riapre a distanza di mesi dallo scandalo che aveva condotto alle dimissioni dell’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. L’indagine, che vede la donna nel ruolo di indagata, ruota attorno alla diffusione del file audio contenente la conversazione privata, intercettata il 9 agosto 2024, tra Sangiuliano, oggi candidato capolista per il centrodestra in Campania, e sua moglie Federica Corsini. Gli investigatori, i quali hanno disposto anche il sequestro preventivo del file dai profili social dell’imprenditrice campana, sostengono che la Boccia abbia agito in concorso con un giornalista, il quale avrebbe poi pubblicato integralmente la registrazione sulla testata online per cui lavora, amplificandone la risonanza mediatica e ledendo, in maniera presumibilmente illecita, la sfera intima dei soggetti coinvolti.
Il percorso giudiziario e il ruolo dei media
Questa non è la prima volta che la vicenda giudiziaria legata a quell’audio finisce sotto la lente d’ingrandimento della magistratura, la quale aveva già avviato un fascicolo parallelo che aveva coinvolto, seppur per aspetti differenti, la trasmissione “Report” di Rai 3, sanzionata in seguito dal Garante della Privacy per aver dato spazio alla medesima registrazione. La nuova ipotesi delittuosa, tuttavia, si concentra specificamente sulle condotte che avrebbero portato alla divulgazione iniziale del materiale, ricondotte alla Boccia e al giornalista con cui avrebbe collaborato. L’accusa di interferenze illecite, del resto, presuppone un’invasione arbitraria nella vita privata di una persona, un’azione che, secondo il quadro tracciato dai pubblici ministeri, si sarebbe concretizzata non solo con la messa a disposizione del file ma anche con la sua successiva pubblicazione su un organo di informazione, sebbene campano, che ne ha garantito l’amplificazione su scala nazionale.
Il contesto e le reazioni precedenti
Il caso, che aveva già avuto un profondo impatto sul panorama politico dell’epoca, torna dunque alla ribalta in un momento particolarmente delicato, coincidente con la nuova campagna elettorale che vede Sangiuliano in prima linea. Se le precedenti indagini si erano focalizzate sulle conseguenze pubbliche della fuoriuscita dell’audio, questa nuova inchiesta sembra voler risalire alla fonte della diffusione, analizzando le dinamiche e le responsabilità individuali che ne hanno permesso la circolazione. La misura cautelare del sequestro applicata ai profili social della Boccia indica, peraltro, la volontà delle autorità giudiziarie di impedire un’ulteriore divulgazione del contenuto, considerato elemento cardine per la ricostruzione dei fatti e per la tutela della privacy delle persone coinvolte.
Le implicazioni del concorso nel reato
L’ipotesi di concorso nel reato, che lega indissolubilmente le posizioni dell’imprenditrice e del giornalista, delinea una collaborazione finalizzata a portare alla luce un dialogo riservato, i cui contenuti, sebbene non esplicitati nelle more dell’inchiesta, erano evidentemente ritenuti di rilevante interesse pubblico o, quantomeno, tale da giustificarne la pubblicazione. La procura, però, sta valutando se quelle condotte, nel loro complesso, abbiano oltrepassato il limite costituito dal diritto alla riservatezza, configurando appunto il delitto di interferenze illecite. La vicenda si presenta dunque come un banco di prova per il bilanciamento tra il diritto di cronaca e la tutela della vita privata, un confine spesso labile che in questo caso specifico viene esaminato alla luce di comportamenti che potrebbero aver prevaricato le garanzie individuali.




