ICE spara a New York contro un uomo in auto con il figlio di 5 anni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un agente dell’ICE ha sparato e ferito un uomo durante un’operazione di controllo dell’immigrazione a New York, mentre la persona si trovava in automobile con il figlio di 5 anni, rimasto illeso. La sparatoria è avvenuta nel quartiere di Marble Hill, nel Bronx, vicino all’incrocio tra West 225th Street e Marble Hill Avenue, provocando immediate reazioni politiche e proteste nella zona.

La dinamica dell’intervento e le versioni contrapposte

Secondo le autorità federali, gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement stavano svolgendo un’operazione mirata per arrestare un cittadino della Repubblica Dominicana. Il Dipartimento per la Sicurezza interna ha definito l’azione un intervento di applicazione della legge, spiegando che il sospetto era ricercato nell’ambito di un’attività investigativa. La ricostruzione diffusa dagli agenti federali indica che il ferimento è avvenuto quando un agente ha utilizzato la propria arma durante l’operazione.

Le autorità locali hanno fornito una descrizione diversa della sequenza degli eventi. Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato che gli agenti avrebbero circondato il veicolo prima di esplodere diversi colpi, mentre il bambino presente nell’abitacolo non ha riportato ferite. Il commissario della polizia cittadina Jessica Tisch ha riferito che gli agenti federali non stavano conducendo l’operazione insieme alla polizia di New York e che il bambino è stato successivamente affidato a un familiare.

La protesta politica contro le operazioni ICE

L’episodio ha riacceso lo scontro sul ruolo dell’ICE nelle città statunitensi con una forte presenza di immigrati. Manifestanti e rappresentanti locali hanno contestato le modalità dell’intervento, indicando la presenza del minore nell’auto come uno degli elementi più critici della vicenda. Le proteste si sono concentrate nell’area della sparatoria, dove sono emerse richieste di maggiore trasparenza sulle operazioni degli agenti federali.

Mamdani ha definito l’accaduto inaccettabile e ha dichiarato di aver chiesto all’amministrazione federale di interrompere le operazioni dell’ICE in città. Il primo cittadino ha anche riferito di aver avuto contatti con il presidente Donald Trump e con il segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin per chiedere il rilascio dell’uomo ferito, senza ottenere il risultato richiesto.

L’indagine sul ferimento e il contesto dell’arresto

L’uomo colpito è stato trasportato in ospedale ed è sopravvissuto alle ferite riportate. Il Dipartimento per la Sicurezza interna ha sostenuto che l’operazione riguardava una persona con precedenti giudiziari, mentre gli esponenti locali hanno concentrato le loro critiche sull’uso della forza e sulle modalità con cui è avvenuto l’intervento.

L’episodio si inserisce nel più ampio confronto negli Stati Uniti sulle modalità delle politiche di contrasto all’immigrazione irregolare promosse dall’amministrazione Trump. A New York il caso ha coinvolto direttamente il dibattito sul rapporto tra autorità federali e amministrazione cittadina, con richieste di chiarimenti sulle procedure adottate durante le operazioni.

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