Caso Valerio-Caffo, la fiera del libro di Roma tra polemiche e forfait

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alla fiera dell'editoria "Più libri più liberi" di Roma, diretta da Chiara Valerio, si è scatenata una tempesta di polemiche a seguito dell'invito al filosofo Leonardo Caffo, imputato in un processo per maltrattamenti e lesioni all'ex compagna. La decisione di Valerio, che ha dedicato l'edizione 2024 della rassegna a Giulia Cecchettin, vittima di femminicidio, e a Giacomo Gobbato, ha suscitato reazioni contrastanti e ha portato a una serie di forfait da parte di autori e case editrici.

L'invito a Caffo, difeso dalla direzione della fiera con un appello al garantismo, ha innescato una serie di ritiri, tra cui quello di Zerocalcare e, più recentemente, dello scrittore Carlo Lucarelli e della regista Margherita Ferri. La Fondazione emiliano-romagnola vittime di reato ha espresso il proprio dissenso, portando Lucarelli e Ferri a rinunciare alla loro partecipazione.

La casa editrice indipendente Effequ, insieme ad altre come Racconti edizioni, ha criticato duramente la gestione della fiera, definendola "iperproduttiva" e accusandola di sottrarre guadagni alle librerie durante il periodo natalizio. La situazione ha evidenziato un cortocircuito nel mondo del femminismo intellettuale, con accuse di ipocrisia rivolte alla direzione della fiera.

Nonostante il passo indietro di Caffo, le polemiche non si sono placate, e la fiera, che sembrava destinata a concludersi senza ulteriori scossoni, è diventata il simbolo di una rivolta culturale.

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