Il Giro d’Italia parla pugliese, almeno per ora: Lecce al centro della corsa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   «Il Giro d’Italia parla milanese, anche se poi, a vincerlo, è qualche toscano o qualche romagnolo». Così scriveva Indro Montanelli, in un’epoca in cui la corsa rosa sembrava avere ancora un’anima strettamente italiana. Oggi le cose sono cambiate: negli ultimi anni a dominare sono stati nomi sloveni, australiani, colombiani, segno di un ciclismo ormai globale. Ma in questa edizione, almeno per ora, il Giro parla pugliese.

Lecce, protagonista indiscussa, si prepara ad accogliere la quarta tappa, un appuntamento atteso da 22 anni. L’arrivo è previsto in viale Calasso verso le 17, dopo un percorso di 11,9 chilometri da ripetere due volte, delimitato da oltre mille transenne posizionate all’alba. Le strade del centro, già chiuse al traffico dalle prime ore, si trasformano in un palcoscenico per quella che si annuncia come una giornata dedicata ai velocisti.

La tappa, partita da Alberobello (Pietramadre), si sviluppa su 189 chilometri quasi totalmente pianeggianti, con l’unico Gran Premio della Montagna a Putignano, affrontato dopo appena 16 chilometri. Un traguardo volutamente costruito per regalare emozioni agli specialisti delle volate, dopo tre tappe impegnative e un giorno di riposo necessario per il trasferimento dall’Albania.

Il percorso, che tocca anche Ostuni con il suo Red Bull KM (3 chilometri al 4% di pendenza), non presenta asperità significative, lasciando spazio a chi punta tutto sulla velocità pura. Un’occasione che i big delle ruote veloci non si lasceranno sfuggire, in una sfida dove conta più l’esplosività che la resistenza.

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