Le figlie di Andrea di York saltano la Pasqua a Windsor e lo scandalo Epstein allunga la sua ombra
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un’assenza, a dirla tutta piuttosto pesante, che quest’anno segnerà la liturgia pasquale nella cappella di San Giorgio a Windsor. Beatrice ed Eugenia di York, le due figlie del principe Andrea, non siederanno tra i banchi insieme al resto della famiglia reale. Una decisione, quella presa dalle sorelle, che ha ottenuto il beneplacito di re Carlo III e che interrompe una tradizione consolidata: è la prima volta, infatti, che si allontanano volontariamente da un rito vissuto dai Windsor meno come una parata istituzionale e più come un momento di raccoglimento domestico, per quanto osservato da mezzo mondo.
Eppure, dietro questa rinuncia – che qualcuno, frettolosamente, potrebbe etichettare come una semplice scelta di opportunità – si nasconde il terremoto giudiziario e mediatico che non smette di far tremare la cosiddetta “The Firm”. Il padre delle due donne, privato dei suoi titoli onorifici e della sua posizione pubblica, è ormai da tempo un ingombrante fantasma nel panorama monarchico. Ma a complicare ulteriormente il quadro, nelle ultime settimane, è arrivata la riemersione di vecchie carte giudiziarie: i cosiddetti Epstein files, diventati ormai di pubblico dominio, hanno restituito nuove tracce di un coinvolgimento che si credeva sepolto.
Se il principe Andrea è stato il primo anello a saltare, la madre delle ragazze si è trovata suo malgrado al centro di una tempesta secondaria ma altrettanto violenta. Lei, va detto, ha sempre negato con forza ogni vicinanza al noto pedofilo statunitense; ma le e-mail e i messaggi scambiati con lui, finiti nero su bianco nei documenti desecretati, ne hanno sbugiardato le dichiarazioni. Non è stata una rivelazione improvvisa, quanto piuttosto la conferma, messaggi dopo messaggio, di un rapporto che la donna aveva più volte minimizzato o addirittura smentito.
Un passo indietro per proteggere l’immagine
La decisione di rinunciare alla messa, in questo frangente, assume quindi i contorni di una manovra difensiva più che di una scelta personale. Beatrice ed Eugenia, lo si capisce dalle fonti che seguono le dinamiche di corte, avrebbero concordato con Carlo III l’assenza proprio per evitare che la loro pur legittima partecipazione potesse trasformarsi in un circo mediatico. Sarebbe bastato un solo fotogramma, un’inquadratura mentre entrano nella cappella, per riaprire ferite che la monarchia sta cercando di ricucire in silenzio.
E infatti, non c’è nulla di casuale in questa assenza. Le due sorelle, nel corso degli ultimi mesi, hanno già ridotto al minimo le apparizioni pubbliche accanto al padre, tentando di tracciare una linea di demarcazione tra la loro vita privata e il disastro reputazionale ereditato. Ma lo scandalo Epstein, è bene ricordarlo, non è un vaso chiuso: continua a sgocciolare, a rilasciare nuovi dettagli, a costringere gli avvocati della famiglia a presidiare ogni fronte. La Pasqua a Windsor, con i flash dei fotografi schierati all’esterno, sarebbe stata una trappola perfetta.
L’agenda di William e Kate: un aprile in sordina
Mentre le figlie di Andrea si allontanano da Windsor, un’altra parte della royal family ha scelto invece di rallentare, ma per ragioni completamente diverse. Il principe William e Catherine, principessa del Galles, hanno messo in agenda un mese di aprile volutamente leggero. I figli George, Charlotte e Louis sono in vacanza scolastica fino al 22, e da tempo i Wales hanno fatto capire di voler adeguare il proprio calendario a quello dei bambini. Non è un buco nell’agenda, sia chiaro: è una scelta precisa, che racconta più di tanti comunicati ufficiali.
Eppure, anche in questo mese in sordina, ci sono due date che meritano attenzione. La prima è ovviamente la Pasqua, che quest’anno li vedrà probabilmente a Windsor, ma senza la compagnia delle cugine York. La seconda, cadrà più avanti: il quindicesimo anniversario di matrimonio, che i due celebreranno lontani dai riflettori. Un modo, anche questo, per ribadire una differenza di stile e di priorità rispetto ad altri rami dell’albero genealogico reale.
Le conseguenze giudiziarie di uno scandalo che non si chiude
Tornando allo scandalo che ha travolto Andrea e la sua ex moglie, è necessario sottolineare come i cosiddetti Epstein files non abbiano avuto solo ripercussioni mediatiche. Alcuni di quei documenti, in particolare le e-mail diventate pubbliche nei mesi scorsi, sono stati utilizzati come base per approfondimenti giornalistici che hanno messo in luce incongruenze e contraddizioni nelle smentite della madre di Beatrice ed Eugenia. Non si tratta, va detto, di prove di reato penale a suo carico; ma nell’universo dorato ma spietato della monarchia, la credibilità è una moneta che vale più dell’oro.
Per questo, l’assenza alla messa pasquale assume un valore quasi simbolico. È un gesto che dice: non vogliamo essere lì, perché la nostra presenza distrarrebbe dal rito e diventerebbe essa stessa notizia. E in un’epoca in cui ogni immagine viene decodificata, ogni sguardo analizzato, ogni assenza commentata, Beatrice ed Eugenia hanno scelto la via più dolorosa ma forse più logica: restare a casa. Con il permesso del sovrano, s’intende, che non ha alcun interesse a vedere la cappella di San Giorgio trasformarsi in un'aula di tribunale mediatico.




