Tvboy dedica un murale a Giulia Cecchettin al Mudec: “Love = respect”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un’immagine di Giulia Cecchettin intenta a tracciare un cuore su un foglio bianco, accompagnata dalla scritta essenziale “love = respect”, campeggia ormai su un muro esterno del Mudec, il Museo delle Culture di Milano. L’opera, realizzata dallo street artist noto come Tvboy in occasione della Giornata Internazionale della Donna, non costituisce soltanto un omaggio artistico, ma si inserisce a pieno Titolo nelle iniziative di sensibilizzazione promosse dalla fondazione che porta il nome della giovane, vittima di femminicidio nel novembre del 2023. La scelta della data, l’8 marzo, assume un valore particolare, intrecciando la ricorrenza dedicata alle donne con la necessità, sentita come sempre più improrogabile, di riaffermare i principi di un amore scevro da qualsiasi forma di possesso e di prevaricazione.
Alla realizzazione del murale, le cui dimensioni raggiungono i tre metri in lunghezza per un metro e mezzo in altezza, era presente Gino Cecchettin, padre di Giulia e presidente dell’omonima fondazione. La sua partecipazione ha conferito all’evento un carattere profondamente intimo, oltre che pubblico. Lo stesso Tvboy ha voluto sottolineare come l’opera sia il frutto di un dialogo, nato da un incontro ritenuto significativo, che ha condensato in un gesto semplice e universale come il disegno di un cuore un messaggio complesso e necessario: quello che riguarda la natura di un affetto autentico, capace di prendersi cura senza mai ferire, controllare o annullare l’altro. Il muro del museo milanese si trasforma così, nelle intenzioni dell’artista, in un monito quotidiano per chiunque vi si trovi a passare.
Il padre di Giulia, nel ringraziare Tvboy per quella che ha definito una testimonianza di sensibilità e rispetto, ha voluto soffermarsi sull’aspetto più intimo della rappresentazione. Ritrarre Giulia mentre disegna, ha spiegato Gino Cecchettin, possiede un valore particolare, giacché la ragazza aspirava a divenire illustratrice e a comunicare attraverso l’arte la propria visione del mondo, contraddistinta da uno sguardo gentile e da una spiccata creatività. L’opera, pertanto, non si limita a celebrarne la memoria, ma rilancia un insegnamento: quello relativo a un modello d’amore che non annulla, non possiede e non provoca sofferenza, bensì accompagna e rende liberi, un amore che Giulia stessa avrebbe meritato di conoscere e che, secondo il padre, rappresenta un traguardo formativo per l’intera collettività.




