Milano, ballerina di un night club denuncia violenza sessuale nel privé: indagini dei carabinieri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Poche ore dopo l'alba, intorno alle cinque del mattino, una giovane ballerina di venticinque anni, italiana, è uscita in lacrime da un locale notturno situato nelle vicinanze di piazza Lima, a Milano, per denunciare una violenza sessuale che avrebbe subito all'interno del privé del club.

La ragazza, che quella notte stava svolgendo il suo consueto turno di lavoro, si è rivolta prima ai gestori del locale raccontando quanto accaduto e, subito dopo, si è rifugiata in strada per cercare aiuto, in un tentativo disperato di allontanarsi dall'uomo che avrebbe poi accusato di averla costretta con la forza ad avere un rapporto.

La dinamica dei fatti secondo il racconto della vittima

Secondo quanto riferito dalla ballerina ai carabinieri del Nucleo Radiomobile, giunti sul posto dopo la chiamata del gestore del night club, l'episodio si sarebbe verificato quando un cliente abituale della struttura, che aveva preso un accordo con la direzione per appartarsi in una stanza riservata, l'avrebbe avvicinata e condotta nel privé.

La giovane ha sostenuto di essere stata palpeggiata e costretta a subire un rapporto sessuale contro la sua volontà, aggiungendo un dettaglio particolarmente inquietante: l'uomo, secondo la sua versione, le avrebbe versato qualcosa nel drink prima che i fatti si consumassero.

La dinamica, ancora tutta da verificare, si sarebbe svolta in un arco di tempo di circa mezz'ora, durante il quale nessuno all'interno del locale avrebbe notato nulla di particolarmente anomalo. Solo al termine di quell'intervallo, quando la ragazza è uscita dal camerino in evidente stato di shock, con il volto rigato di lacrime, la situazione è precipitata. Il gestore, sentite le accuse della ballerina, ha immediatamente chiamato le forze dell'ordine, mentre il cliente, fermo nelle sue posizioni, respingeva con forza ogni addebito sostenendo una versione diametralmente opposta dei fatti.

L'intervento dei sanitari e la denuncia formale

I carabinieri, intervenuti in corso Buenos Aires poco prima che il sole sorgesse, hanno ascoltato il racconto della giovane, ancora sotto choc per quanto le era accaduto. La ragazza, visibilmente scossa, ha ripetuto più volte di essere stata costretta a un rapporto che non aveva mai acconsentito a intraprendere.

Sul posto è stata immediatamente attivata la catena dei soccorsi: la ballerina è stata accompagnata al pronto soccorso della clinica Mangiagalli, il centro specializzato di Milano per le violenze sessuali, dove i medici hanno attivato il protocollo per gli accertamenti clinici e il reperimento di eventuali tracce biologiche.

Dopo le prime cure e le verifiche sanitarie del caso, la giovane ha formalmente sporto denuncia presso gli uffici dei carabinieri, consegnando alle autorità la sua versione dei fatti e fornendo tutti gli elementi utili a ricostruire quanto avvenuto all'interno del privé. Il racconto della venticinquenne si concentra sulla coercizione subita e sull'alterazione delle sue condizioni fisiche, probabilmente dovuta alla sostanza che l'uomo le avrebbe versato nel bicchiere, circostanza che ora gli investigatori dovranno accertare attraverso le analisi tossicologiche disposte dalla procura.

Le indagini in corso e le posizioni delle parti

I carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno avviato le indagini per fare piena luce sulla vicenda, acquisendo le testimonianze dei presenti e visionando le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza interni al locale, nella speranza di ricostruire con precisione i movimenti della coppia prima e dopo l'ingresso nel privé.

Al momento, il cliente accusato dalla ballerina si trova in una posizione delicata: l'uomo, la cui identità non è stata resa nota, ha respinto le imputazioni sostenendo di avere una versione differente dell'accaduto, che i magistrati dovranno valutare nel corso delle prossime settimane.

La procura di Milano ha aperto un fascicolo per violenza sessuale e gli inquirenti stanno raccogliendo tutti gli elementi probatori disponibili, compresi i referti medici della clinica Mangiagalli e le eventuali tracce di sostanze stupefacenti o alcoliche che potrebbero essere state somministrate alla ragazza senza il suo consenso.

Le indagini proseguono a ritmo serrato e gli investigatori non escludono che nelle prossime ore possano essere disposti nuovi accertamenti tecnici per chiarire la dinamica di quanto accaduto in quella stanza riservata del night club milanese, dove una serata di lavoro si è trasformata in un incubo per la giovane ballerina.

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