Basilicata, blocco dei tir: rifiuti non raccolti e latte a rischio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La raccolta dei rifiuti è sospesa in alcuni comuni della provincia di Potenza, mentre nella grande distribuzione lucana gli scaffali si svuotano e intere produzioni di latte rischiano di andare perse. All'origine c'è il blocco dei tir in Basilicata e nel resto del Sud Italia, legato al caro carburanti, che prosegue a macchia di leopardo e pesa ogni giorno di più su servizi essenziali e attività produttive.
Rifiuti non raccolti nei comuni lucani
Dopo l'avviso dell'Acta sul possibile stop alla raccolta nel capoluogo, la Fp Cgil di Potenza ha descritto la situazione nel resto della provincia: a San Fele, Ruvo del Monte e Rapone il servizio risulta totalmente sospeso. Le conseguenze dei blocchi, quindi, non si fermano ai magazzini e alle strade, ma arrivano nei supermercati e nella gestione dei rifiuti urbani, con alcuni Comuni costretti a interrompere le attività ordinarie.
Latte da buttare e presìdi degli autotrasportatori
Le organizzazioni agricole lanciano l'allarme sulle merci deperibili: «Così buttiamo via quintali di latte», è la denuncia arrivata dal settore. Il mancato ritiro del prodotto, spiegano, crea rischi anche per gli animali, e per questo viene chiesto che i veicoli con carichi a rapida scadenza siano scortati lungo il percorso. A Tursi gli autotrasportatori restano in presidio, stretti tra il caro gasolio e la perdita di valore dei prodotti trasportati.
Il Coordinamento degli autotrasportatori di Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia ha giudicato insufficiente l'incontro di martedì scorso con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. In un volantino si legge che «non sono state raggiunte le condizioni per risolvere le criticità sollevate» e che non sono arrivate «le garanzie sufficienti a consentire la revoca del fermo».
Fondi per gli agricoltori: tempi lunghi
Sul fronte delle risorse regionali, i consiglieri di centrosinistra hanno riferito quanto appreso dall'assessore Carmine Cicala, ascoltato in Seconda Commissione: i 25 milioni promessi agli agricoltori non sono immediatamente disponibili e, per buona parte, richiederanno ancora mesi prima di tradursi in interventi concreti. I fondi sono destinati a fronteggiare l'aumento dei costi di carburante, fertilizzanti ed energia. Il 3 novembre è prevista la discussione della mozione con cui si chiedono interventi immediati e tempi certi.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
