Il Milan riparte da Amorim ma il casting per l'area tecnica riparte da zero: tre nomi per il post-Krösche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'estate rossonera, almeno per quanto concerne la costruzione del nuovo corso, si è aperta con un contrattempo che rischia di compromettere i piani di Gerry Cardinale. Dopo aver definito, con un tempismo quasi perfetto, l'ingaggio di Ruben Amorim, l'allenatore portoghese ex Manchester United, per la panchina, il Milan si è infatti scontrato con un muro invalicabile per quanto riguarda il vertice dell'area tecnica.

La trattativa per Markus Krösche, il dirigente dell'Eintracht Francoforte individuato come l'uomo giusto per ricoprire il ruolo di Head of Football, è definitivamente saltata, costringendo la dirigenza a tornare al tavolo da disegno per completare l'organigramma che dovrà supportare il nuovo tecnico.

A rendere nota la situazione, gettando luce sui retroscena di una trattativa naufragata, è stato il giornalista Claudio Raimondi, il quale ha spiegato come la decisione del club tedesco di chiudere la porta in faccia al Diavolo sia maturata principalmente per le modalità con cui il Milan aveva provato ad assicurarsi le prestazioni del suo dirigente.

Secondo quanto riportato, «ai tedeschi non sono piaciute le modalità con cui il Milan ha provato a prenderlo» e ha particolarmente infastidito, oltre all'accordo trovato a loro insaputa, la chiara intenzione di non corrispondere alcun indennizzo per liberare Krösche. Una strategia, quella rossonera, che è stata percepita come poco ortodossa e che ha di fatto chiuso in partenza qualsiasi spiraglio negoziale, portando così alla fine della pista che sembrava essere la più calda per la nuova figura dirigenziale.

I tre profili per la svolta tecnica

Con la strada che portava a Francoforte ormai sbarrata, il Milan si trova quindi costretto a riaprire il casting per l'area tecnica, un compito che, a pochi giorni dall'apertura ufficiale del mercato fissata per il 29 giugno, si fa particolarmente delicato. La necessità di individuare un professionista in grado di dialogare con Amorim e di coordinare la campagna acquisti e cessioni è impellente, e i nomi che circolano in queste ore per sostituire Krösche sono tre, tutti con profili e caratteristiche differenti.

Il primo è quello di Devin Ozek, attualmente svincolato dopo la sua esperienza al Fenerbahçe, che rappresenterebbe una soluzione immediata e pronta all'uso. La seconda opzione, le cui quotazioni sono in netta risalita, porta invece in Brasile, dove José Boto sta svolgendo il suo lavoro dirigenziale al Flamengo; un profilo che ha il vantaggio di conoscere già Ruben Amorim, avendolo incrociato ai tempi del Benfica quando il tecnico era ancora un calciatore.

Il terzo nome, infine, è quello di Jason Ayto, un profilo internazionale che vanta esperienze pregresse in Premier League con Arsenal e Brighton, il quale porterebbe a Milanello un bagaglio di conoscenze diverso e forse più affine alla visione di Cardinale.

L'attesa per il mercato e il ruolo di Amorim

Questa situazione di stallo dirigenziale rischia però di avere ripercussioni concrete sulla pianificazione della prossima stagione, considerando che il mercato sta per entrare nel vivo e il Milan, al momento, si trova a guardare. Mentre Milan Futuro e le altre giovanili stanno portando avanti le loro operazioni, la prima squadra è in attesa che vengano nominati i dirigenti delegati a gestire le trattative, e l'unico movimento che si registra al momento è legato a giocatori che vengono proposti o suggeriti dagli agenti.

Il tecnico portoghese, che ha firmato un contratto triennale da circa 3,5 milioni di euro a stagione, osserva la situazione e aspetta di sapere con chi dovrà discutere il futuro della rosa, un aspetto reso ancora più complesso dalle turbolenze di un club che, dopo l'esonero di Massimiliano Allegri avvenuto a fine maggio, si sta ancora riorganizzando.

Nel frattempo, l'annuncio di Amorim, accolto con un misto di speranza e scetticismo, ha comunque segnato l'inizio di una nuova era, con l'obiettivo dichiarato di riportare il Milan tra le prime quattro della Serie A e di ricostruire un'identità di gioco che sembrava essersi smarrita.

La scelta di puntare su Amorim, un tecnico che dopo l'exploit allo Sporting Lisbona ha vissuto un'esperienza complicata e deludente sulla panchina del Manchester United, è stata dettata dalla volontà di affidare la squadra a un profilo giovane e innovativo, che ha già dimostrato di saper costruire un ciclo vincente. Il suo arrivo, però, necessita ora di un supporto dirigenziale solido, in grado di interpretare le sue esigenze di mercato e di metterlo nelle condizioni migliori per lavorare.

Il rifiuto di Krösche rappresenta dunque un duro colpo per la strategia di Cardinale, che aveva fatto del dirigente tedesco il perno del suo nuovo progetto, e costringe il club a rivedere completamente i piani. In questo clima di incertezza, con tre nuovi nomi sul tavolo e un mercato alle porte, il Milan è chiamato a una scelta rapida e oculata per evitare di vanificare il lavoro fatto e di compromettere la prossima stagione ancor prima del suo inizio.

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