Google I/O 2025, l’intelligenza artificiale domina la scena

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La conferenza annuale dedicata agli sviluppatori, il Google I/O, ha preso il via ieri in California con una serie di annunci che confermano la centralità dell’intelligenza artificiale nella strategia del colosso di Mountain View. Sundar Pichai, amministratore delegato dell’azienda, ha aperto l’incontro con la stampa sottolineando come «il mondo stia adottando l’Ia più velocemente che mai», un trend che Google intende cavalcare senza esitazione. Al suo fianco, i vertici delle divisioni più importanti, da Demis Hassabis, fondatore di DeepMind, a Liz Reid, responsabile del motore di ricerca.

Tra le novità più rilevanti c’è AI Mode, una funzionalità avanzata che promette di rivoluzionare la ricerca online integrando modelli generativi sempre più sofisticati. Si tratta di un passo ulteriore rispetto ad AI Overviews, il sistema introdotto un anno fa che già oggi affianca ai risultati tradizionali riquadri generati dall’intelligenza artificiale. L’obiettivo, evidente, è contrastare la crescita di competitor come ChatGPT, senza rinunciare alla leadership in un settore che Google domina da decenni.

Non mancano però le sorprese sul fronte hardware: gli smart glass, occhiali intelligenti che finora avevano avuto un ruolo marginale, saranno presto potenziati con strumenti AI, sebbene i dettagli tecnici restino ancora vaghi. Quello che è certo è che l’integrazione tra dispositivi e intelligenza artificiale diventerà sempre più stretta, con Android e Gemini in prima linea.

A far discutere, però, è soprattutto il nuovo piano in abbonamento "AI Ultra", che con un costo mensile di 249,99 dollari garantirà l’accesso ai modelli più avanzati. Un prezzo elevato, giustificato – secondo Google – dalle prestazioni superiori offerte, ma che rischia di dividere gli utenti tra chi potrà permettersi le ultime innovazioni e chi dovrà accontentarsi delle versioni basic

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