Sonia Bruganelli, l'aborto e il peso di un "evento" mai superato
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nel suo nuovo libro, "Solo quello che rimane", Sonia Bruganelli compie un'operazione di scavo interiore, partendo dalla lettura di un romanzo di Annie Ernaux, "L'evento", per dare un nome e una forma a una ferita personale che ha segnato in modo indelebile la sua esistenza. Quell'"evento", che coincide con la decisione di interrompere una gravidanza all'età di ventiquattro anni, viene descritto non come un episodio circoscritto ma come un elemento perturbante che ha condizionato l'intero successivo percorso al fianco di Paolo Bonolis. L'aborto, vissuto in un silenzio carico di inespressa sofferenza e mai davvero elaborato, ha generato, secondo la sua ricostruzione, una catena di conseguenze, spingendola a compiere, nel tentativo di recuperare ciò che sentiva di aver perduto, una serie di errori che si sono accumulati l'uno sull'altro.
Il riflesso sulla famiglia e la disabilità di Silvia
Quell'esperienza, che lei stessa definisce un'illusione, il fingersi una famiglia normale nonostante il trauma non superato, ha gettato un'ombra lunga sulla sua vita personale, arrivando a toccare anche la gioia di un'altra maternità. In un'altra occasione pubblica, Bruganelli aveva infatti parlato con grande franchezza della figlia Silvia e della sua disabilità, affermando di non augurare a nessuno quanto accaduto, pur riconoscendo come la ragazza rappresenti oggi una fonte di gioia profonda. In quel frangente, la conduttrice aveva anche lanciato un appello chiaro, sottolineando la necessità di un sostegno concreto per tutte le famiglie che si trovano ad affrontare percorsi simili, evidenziando una vulnerabilità che spesso rimane celata dietro l'immagine pubblica.
Il rapporto con Paolo Bonolis e la nuova relazione
Nonostante la fine del matrimonio, il legame con Paolo Bonolis rimane un pilastro saldo della sua vita, un rapporto che va ben al di là della semplice collaborazione professionale nel programma "Avanti un altro". I due, che addirittura risiedono sullo stesso pianerottolo, mantengono un'affettuosa vicinanza, condividendo a volte anche i pasti, in uno schema relazionale atipico che dimostra come il loro volersi bene sia un sentimento che ha saputo trasformarsi senza spezzarsi. Riguardo alle motivazioni che li spinsero al matrimonio, Bruganelli offre una visione complessa, ammettendo che, accanto all'amore, esistevano anche "altre ragioni", in un intreccio di sentimenti e dinamiche che il suo racconto autobiografico aiuta a dipanare.
Dai disturbi alimentari all'amore attuale
Il libro tratteggia un percorso di vita costellato di prove difficili, dove l'aborto e lo shock legato alla condizione della figlia si sono intrecciati con altre battaglie private, come quella contro i disturbi alimentari, dipingendo il ritratto di una donna che ha dovuto confrontarsi con molteplici fragilità. Oggi, la sua vita sentimentale è legata a un uomo più giovane, ma che lei descrive come dotato di una notevole esperienza di vita, indicando forse in questa relazione un nuovo approdo, un punto di equilibrio ritrovato dopo un viaggio attraverso il dolore e le incomprensioni. La narrazione che emerge è dunque quella di una rinascita personale, faticosamente conquistata attraverso la presa di coscienza di eventi passati che richiedevano, per essere superati, di essere finalmente nominati e raccontati.




