Gattuso lancia l'Italia offensiva: a Tallinn con Kean, Retegui e Raspadori

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trasferta di Tallinn, contro l'Estonia, rappresenta per Gennaro Gattuso e per la sua Italia una tappa obbligata, un appuntamento dal quale non è concesso transigere se si vogliono mantenere vive le chance di qualificazione diretta per il Mondiale del 2026. Gli azzurri, che dopo l'incontro in terra estone affronteranno Israele a Udine, sanno bene di non poter commettere falsi passi in un girone che, come dimostrano le recenti esperienze, riserva sempre insidie. L'allenatore, durante la permanenza a Coverciano, ha saggiato diverse opzioni, valutando la possibilità di adottare schemi differenti per le due gare ravvicinate, ma per la sfida alla Le Coq Arena ha apparentemente scelto di puntare tutto sull'iniziativa e sul carico offensivo.

Un 4-4-2 che sa di 4-2-4

La formazione su cui Gattuso sembra aver orientato le proprie scelte, infatti, strizza l'occhio a un coraggio che non è solo tattico ma anche psicologico. Schierando dall'inizio Moise Kean e Mateo Retegui come punte centrali, e affiancando loro sulle fasce un esterno puro come Riccardo Orsolini e un talento versatile come Giacomo Raspadori, il tecnico disegna un modulo che, nella sostanza, si trasforma in un audace 4-2-4. Questa disposizione, che ricorda l'impostazione aggressiva mostrata in una precedente occasione, mira a imprimere un ritmo serrato e a soffocare gli avversari fin dalle prime battute, cercando di chiudere presto la pratica dei tre punti, fondamentali per tenere il passo nella corsa alla qualificazione.

La spinta di Di Lorenzo e una generazione al bivio

In un contesto dove la posta in gioco è altissima, ogni elemento della squadra porta con sé una motivazione che va oltre la partita singola. Giovanni Di Lorenzo, per esempio, incarna alla perfezione lo spirito di un'intera generazione di calciatori che si trova di fronte a quella che potrebbe essere l'ultima, autentica occasione per esordire in una fase finale del Mondiale. Considerando la sua età, il prossimo appuntamento del 2030 appare infatti un orizzonte troppo lontano, un'ipotesi quasi irrealistica; ecco perché, per lui e per altri come lui, questo percorso di qualificazione assume le sembianze di un'ultima chiamata, di un traguardo irrinunciabile verso il quale convogliare ogni ultima energia residua.

Una partita senza alternative

Le quote dei bookmaker, che danno l'Italia come nettissima favorita, riflettono la disparità tecnica tra le due squadre sul campo, ma non bastano a descrivere la pressione che grava sulle spalle degli azzurri. La sconfitta, o anche solo un pareggio, aprirebbe infatti uno scenario complicatissimo, rimettendo in discussione il percorso e costringendo la nazionale a dipendere dai risultati altrui e, in prospettiva, al temuto percorso degli spareggi, un labirinto dal quale in passato non sempre si è usciti indenni. L'obiettivo, quindi, è uno solo: vincere a Tallinn per arrivare all'impegno successivo con il vento in poppa e il destino ancora saldamente nelle proprie mani.

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