Ajax, esonerato Heitinga: la crisi ha un nome e un cognome
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Redazione Sport
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La sconfitta interna contro il Galatasaray, un risultato netto che ha evidenziato tutte le carenze di una squadra in piena confusione, è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di delusioni. L'Ajax, infatti, ha deciso di sollevare dall'incarico John Heitinga, nonostante il tecnico olandesse avesse un contratto di lunga durata, una clausola che non è bastata a proteggerlo da un avvio di stagione giudicato insostenibile. La panchina, in attesa di un nuovo timoniere, sarà affidata temporaneamente al vice Fred Grim, a cui spetta il compito di arginare un declino che appare ormai inarrestabile.
Un campionato in salita e un'Europa da incubo
Quella che si sta disegnando, per una delle squadre più blasonate del calcio continentale, è una stagione da dimenticare, la cui gravità è accentuata dal confronto – inevitabile e impietoso – con un passato glorioso. L'Ajax, che sotto la guida di Erik ten Hag sfiorò la finale di Champions League, oggi appare come una versione sbiadita di se stesso, un'ombra che lotta sia nel campionato domestico, dove staziona a otto punti dalla vetta, sia nel palcoscenico europeo. In Champions League, in particolare, la squadra ha collezionato una serie di sconfitte, comprese quelle contro l'Inter, che l'hanno lasciata con zero punti in quattro partite e con un morale a pezzi, un dato che da solo spiega la drastica decisione del club.
Le ragioni di un fallimento annunciato
Il percorso di Heitinga, il quale – è bene ricordarlo – non era partito come primo scelta in estate, si è rivelato costellato di difficoltà tattiche e di risultati fallimentari, elementi che hanno progressivamente eroso la fiducia della dirigenza. La goleada subita in casa contro i turchi, con Victor Osimhen protagonista assoluto, ha soltanto messo nero su bianco una situazione ormai insostenibile, mostrando una squadra fragile e senza idee. L'addio di figure chiave, sebbene non sia l'unico fattore, ha certamente contribuito a creare un vuoto che l'allenatore non è riuscito a colmare, lasciando che il progetto sportivo perdesse di identità e di mordente.
La resa dei conti e la ricerca di una nuova identità
La rescissione del contratto, che riguarda anche il suo assistente Marcel Keizer, segna un punto di non ritorno in un periodo di transizione che sta mettendo a dura prova la pazienza di un intero ambiente. La società, che non nasconde la necessità di una rapida e netta inversione di tendenza, si trova ora a dover cercare un profilo in grado di ridare slancio a un gruppo smarrito, di cui qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di guidare la risalita. Il compito dell'ad interim, per quanto complesso, sarà quello di tenere unito lo spogliatoio in attesa che venga trovata una soluzione di più lungo periodo, in un momento in cui ogni partita diventa una prova decisiva per il futuro.




