Maltempo paralizza l’Europa, il trasporto merci è in ginocchio.
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Redazione Esteri
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L’irruzione di un’aria artica di intensità eccezionale, che ha portato con sé nevicate abbondanti e un gelo pervasivo, ha paralizzato nei primi giorni di gennaio il sistema dei trasporti di mezza Europa, mettendo in seria difficoltà, con un effetto a catena, la circolazione delle merci. L’evento meteorologico, ribattezzato tempesta Goretti, ha colpito in modo simultaneo e violento le infrastrutture aeree, stradali e ferroviarie di diverse nazioni, creando un intasamento senza precedenti che si è propagato dai porti e dagli snodi logistici fino alle destinazioni finali.
Il caos nei cieli e la carenza di antigelo
Sui cieli del nord Europa, il caos è stato totale, con migliaia di passeggeri bloccati e interi programmi di volo annullati. L’aeroporto di Amsterdam-Schiphol, uno dei hub continentali più importanti, ha dovuto cancellare oltre settecento voli, tra partenze e arrivi, a causa delle persistenti condizioni avverse e dei venti che hanno reso inservibili molte piste. Una situazione analoga, sebbene con numeri leggermente diversi, si è registrata negli scali di Parigi, sia a Orly che a Charles de Gaulle, e in quello di Bruxelles, i cui operatori hanno annunciato cancellazioni e ritardi a catena. La KLM, la compagnia di bandiera olandese, ha sollevato un problema logistico cruciale, segnalando di essere prossima all’esaurimento del liquido antigelo necessario per trattare i velivoli prima del decollo; i ritardi nelle forniture, ha spiegato, hanno impedito di ricostituire le scorte in tempo, mentre il suo partner Air France ha dichiarato, per contro, di non riscontrare carenze simili sul territorio nazionale. Lo scalo di Schiphol, dal canto suo, ha precisato di disporre ancora di riserve adeguate per un tipo diverso di fluido, utilizzato specificamente per lo sghiacciamento delle piste e delle vie di rullaggio.
La paralisi sulle strade francesi
Sul suolo francese, intanto, la capitale ha vissuto un risveglio particolarmente complicato. A Parigi, infatti, si è registrato un accumulo di neve fresca superiore ai dieci centimetri presso la stazione di Montsouris, un dato che non si osservava da diversi anni e che ha trasformato l’intera Île-de-France in un gigantesco ingorgo. La circolazione, nonostante la riapertura parziale di alcune arterie principali, è rimasta fortemente compromessa, con la rete degli autobus ancora in forte affanno e gli spostamenti, sia per i privati che per gli operatori commerciali, ridotti a una lenta e pericolosa procedura. La formazione di ghiaccio sulle carreggiate, del resto, ha reso estremamente difficoltosa la percorrenza anche dei mezzi pesanti, fondamentali per il rifornimento dei centri urbani e delle attività industriali.
Le ripercussioni sulla logistica continentale
L’impatto complessivo di questi fenomeni estremi, che hanno colpito un’area geografica vasta e interconnessa, va ben oltre il disagio dei singoli viaggiatori. La sincronia degli eventi avversi ha infatti interrotto i flussi della supply chain in punti nevralgici, ritardando le consegne di componenti e materie prime e congestionando i terminal portuali, dove molti container sono rimasti in attesa di essere trasportati via terra. La paralisi delle ferrovie in alcuni corridoi transalpini e la chiusura di tratti autostradali per il rischio valanghe hanno completato un quadro di criticità sistemica, dimostrando quanto la resilienza delle reti di trasporto europee possa essere messa a dura prova da eventi atmosferici di questa portata. Le operazioni di sgombero della neve e di spargimento del sale, seppur intense, faticano a tenere il passo con l’entità delle precipitazioni, prolungando uno stallo le cui conseguenze economiche si misureranno nelle prossime settimane.




