Zohran Mamdani e quell’asilo nel Bronx con Barack Obama
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Redazione Esteri
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C’è un momento, nel racconto della politica americana contemporanea, in cui la messinscena si dissolve per lasciare spazio a un’autenticità quasi imbarazzante: quella di due adulti che cantano “Le ruote del bus” seduti per terra tra cubi di plastica e albi illustrati. Sabato scorso, Zohran Mamdani e Barack Obama – rispettivamente sindaco di New York ed ex presidente degli Stati Uniti – hanno fatto proprio questo, incontrandosi per la prima volta in pubblico al Learning Through Play Pre-K Center del Bronx. Dietro l’apparente leggerezza di un pomeriggio trascorso a leggere storie e a intonare filastrocche con i bambini, si cela però un passaggio di consegne generazionale e una mossa strategica per il futuro della Grande Mela, un evento tanto mediatico quanto politicamente denso di sottotrame.
Un primo faccia a faccia dopo i cento giorni
L’incontro – avvenuto a poco più di una settimana di distanza dal traguardo dei primi cento giorni di Mamdani a City Hall – ha rappresentato il coronamento di un avvicinamento iniziato ben prima dell’insediamento del nuovo sindaco. È noto, infatti, che Obama non abbia sostenuto pubblicamente la corsa del giovane democratico socialista, limitandosi a una telefonata di complimenti per l’efficacia comunicativa della campagna elettorale. Questo sabato, tuttavia, l’ex capo della Casa Bianca ha trasformato quel timido apprezzamento telefonico in un vero e proprio endorsement sul campo, fisico e visibile. Dopo un breve meeting privato – il cui contenuto è stato gelosamente custodito dai rispettivi staff – i due si sono seduti accanto ai piccoli studenti, dando vita a un momento di “condivisione” che, come specificato poi dallo stesso Mamdani su X, è servito anche per confrontare “le rispettive visioni per New York”.
Tra giochi e programmi, la musica della politica
Se per i bambini la visita resterà impressa come un pomeriggio speciale (Obama, con la consueta ironia, ha scherzato con Mamdani sulla loro performance canora, ringraziandolo pubblicamente per avergli fornito la scusa per riesumare la sua migliore interpretazione di “Wheels on the Bus” ), per gli addetti ai lavori il significato è inequivocabile. Mamdani ha costruito la sua ascesa politica su un programma di rottura, che include l’istituzione di asili nido gratuiti e la congelazione degli affitti, trovando spesso l’ostruzionismo delle ali più moderate del partito. Avere Obama al proprio fianco, seppur in un contesto informale, fornisce al 34enne sindaco – il più giovane da oltre un secolo a ricoprire quella carica – una patente di credibilità e una sponda istituzionale fondamentale. D’altra parte, per Obama, l’operazione è altrettanto chiara: associare il proprio nome a quello del nuovo astro nascente del partito significa mantenere un ruolo di regia nell’opposizione a Washington, modellando l’agenda del futuro democratico senza apparire invadente.
Un’alleanza nata tra i banchi di scuola
La scelta del luogo, infine, non è affatto casuale. Il Play Pre-K Center del Bronx non è solo una scuola dell’infanzia, ma il simbolo concreto di una delle battaglie principali di Mamdani: l’accesso universale all’istruzione prescolare, un diritto che il sindaco sta cercando di estendere a tutte le fasce di reddito. L’ex presidente, che durante la sua amministrazione aveva lanciato il programma “Preschool for All”, ha trovato quindi un terreno fertile per ricordare al Paese le proprie radici progressiste, mentre il primo cittadino newyorkese ne ha approfittato per mostrare a una cittadinanza ancora divisa (il gradimento si attesta intorno al 48%) la solidità dei suoi agganci nazionali. Hanno letto “Alone and Together”, un libro sulla convivenza, e hanno riso sulle note di una canzone che parla di un autobus che gira in tondo. A New York, però, si sa, nulla gira mai davvero senza una destinazione precisa.




