I nuovi buoni fruttiferi delle Poste, tra sicurezza e rendimenti aggiornati
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Redazione Economia
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Chi, in un contesto economico ancora instabile, cerca uno strumento per far fruttare i propri risparmi senza esporsi a rischi elevati, può continuare a considerare i buoni fruttiferi postali, i quali, emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati sul mercato da Poste Italiane, si avvalgono della piena garanzia dello Stato. Quest’ultimo, come avviene per i titoli di Stato ordinari, assicura infatti il rimborso dell’intero capitale investito, oltre che degli interessi via via maturati, costituendo un faro per gli investitori più cauti.
Il nuovo listino e le scadenze per il 2025
Proprio in queste settimane, Poste Italiane ha reso noto l’aggiornamento del listino dei rendimenti per il 2025, un’operazione che ha portato con sé una leggera ma significativa revisione al rialzo per alcune delle durate disponibili, mentre ha mantenuto una sostanziale stabilità per le formule a scadenza più breve. L’offerta, che si articola su orizzonti temporali differenziati, è pensata per accogliere sia chi cerca una soluzione di risparmio per pochi anni, sia chi, al contrario, progetta di investire sul lungo periodo, trovando in questa flessibilità uno dei suoi punti di forza.
Un rendimento che punta in alto
La novità più rilevante, tuttavia, risiede nell’introduzione di un buono che arriva a offrire fino al 5% lordo di rendimento annuo, una percentuale che, accompagnata da condizioni generali più generose, rilancia con decisione il risparmio postale. Se ne ricava, di conseguenza, un ventaglio di opzioni più articolato e competitivo, il quale, aggiornato con tassi differenziati, spinge molti a domandarsi quale sia il guadagno effettivamente realizzabile in un anno.
Il calcolo per un piccolo investimento
Per comprendere appieno la convenienza di questi strumenti, che dal lontano 1924 fanno parte del patrimonio culturale del risparmio italiano, è essenziale valutarne la resa concreta. Prendendo a esempio un capitale, peraltro comune tra i piccoli risparmiatori, di quattromila euro, è possibile calcolare, in base al tasso specifico del buono scelto e alla sua durata, l’interesse che andrebbe ad accumularsi, dimostrando come anche somme non ingenti possano generare un rendimento apprezzabile nel tempo, sebbene al netto della tassazione.




