Lo sciatore azzurro Matteo Franzoso muore in Cile dopo un incidente in allenamento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sciata di velocità piange la scomparsa di Matteo Franzoso, atleta delle Fiamme Gialle, spentosi oggi a Santiago del Cile in seguito alle gravissime ferite riportate in una caduta durante un allenamento. L’incidente, che ha privato lo sport italiano di un giovane di talento, è avvenuto lo scorso 13 settembre sulla pista di La Parva, a circa cinquanta chilometri dalla capitale cilena.

Franzoso, che avrebbe compiuto ventisei anni domani, era giunto in Sudamerica il 6 settembre insieme alla squadra azzurra per un periodo di preparazione intensiva. Durante la sessione sulla pista di La Parva, l’atleta non è riuscito a controllare la prima parabola del tracciato, venendo proiettato al di fuori della pista stessa e oltre le reti di protezione. L’impatto, avvenuto contro una staccionata posta a qualche metro di distanza, gli ha provocato un trauma cranico di immane entità e un conseguente edema cerebrale.

Trasportato d’urgenza in elisoccorso verso una clinica specializzata di Santiago, i medici lo hanno immediatamente sottoposto a coma farmacologico nel tentativo di alleviare il gonfiore al cervello. Le sue condizioni, tuttavia, sono rimaste critiche fino all’epilogo di oggi, senza che vi fosse margine per un recupero. La notizia del decesso è stata confermata dai sanitari locali, i quali hanno prontamente allertato la commissione medica della Federazione Italiana Sport Invernali e il suo presidente.

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