Papa: nessun popolo può essere costretto all'esilio
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Redazione Esteri
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In un'udienza concessa a una delegazione del Chagos Refugees Group, il Papa ha pronunciato parole di inequivocabile sostegno alla causa di un popolo che, dopo sei decenni, vede finalmente prossimo il ritorno nella propria terra. Rivolgendosi ai rappresentanti in francese, ha sottolineato come «nessun popolo, neanche il più piccolo e il più debole, possa essere costretto a un esilio forzato», affermando un principio di giustizia che travalica i confini nazionali e tocca le coscienze globali.
L’incontro, svoltosi in Vaticano, assume un significato profondo alla luce degli sviluppi politici recenti. Lo scorso maggio, infatti, Regno Unito e Mauritius hanno siglato un trattato storico che sancisce il ritorno dell’arcipelago delle Chagos sotto la sovranità di Port Louis, pur mantenendo la base militare statunitense a Diego Garcia. Un accordo che il Pontefice ha definito «un segno incoraggiante», dotato di una «forza simbolica sulla scena internazionale», chiudendo una vicenda di colonialismo e deportazione durata mezzo secolo.
Parallelamente, le cronache nazionali registrano casi di violenza che riportano l'attenzione sul dramma di chi, invece, la propria casa la perde per mano di un altro. Le forze dell'ordine sono alla ricerca del compagno di una donna trovata senza vita nella propria abitazione, un episodio che si inserisce in un ben più ampio e tragico contesto di femminicidi che continua a segnare la società.




