Cibo scaduto e strutture irregolari, blitz dei Nas sui cammini dell’Appennino: sospese 11 attività

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alimenti conservati oltre ogni ragionevole limite di scadenza, prodotti artigianali realizzati senza le minime garanzie igieniche e strutture ricettive che operavano in totale assenza delle prescritte autorizzazioni: è questo, in sintesi, il quadro emerso al termine di una campagna straordinaria di controlli condotta dai carabinieri del Nas di Bologna lungo i principali itinerari del cosiddetto turismo lento nell'Appennino emiliano-romagnolo.

Le ispezioni, che hanno coinvolto oltre venti strutture ricettive ed extralberghiere, hanno portato al sequestro di circa 400 chili di alimenti per un valore di 24.000 euro, oltre a sanzioni amministrative che superano i 40.000 euro e alla sospensione di undici attività, cinque delle quali nel settore della ristorazione e sei in quello ricettivo.

Le verifiche lungo i percorsi più frequentati

L'operazione rientra nelle strategie operative messe in campo per la tutela della salute pubblica durante l'alta stagione turistica e ha interessato un'ampia gamma di esercizi, tra cui aziende agricole, bed and breakfast, affittacamere, ostelli, rifugi e agriturismi. I militari hanno setacciato le strutture situate lungo alcuni dei sentieri più battuti da camminatori, ciclisti e pellegrini, come la Via degli Dei, il Cammino Mater Dei, il Cammino di San Francesco e la Via Romea Germanica, nelle province di Bologna, Forlì-Cesena e Rimini.

L'obiettivo dichiarato era duplice: da un lato, accertare il rispetto delle normative igienico-sanitarie e amministrative; dall'altro, contrastare l'esercizio abusivo di attività ricettive e di somministrazione di alimenti, un fenomeno che, come emerso, è più diffuso di quanto si potesse immaginare.

Carenze igieniche e cibo senza tracciabilità

Nel corso delle ispezioni, i carabinieri hanno rilevato situazioni di grave negligenza sotto il profilo igienico-sanitario. In diverse strutture, la produzione di conserve e liquori avveniva senza il rispetto delle procedure HACCP, fondamentali per garantire la sicurezza alimentare. La situazione più allarmante, tuttavia, riguardava la presenza di alimenti scaduti, alcuni dei quali da oltre due anni, e irregolarità nelle modalità di conservazione e congelamento dei prodotti.

Queste violazioni, che mettevano a rischio la salute degli escursionisti, hanno determinato il sequestro amministrativo dei generi alimentari irregolari.

Abusi edilizi e rischi per la sicurezza

Le irregolarità non si limitavano, però, agli aspetti igienici. I militari hanno accertato che alcune attività di ristorazione, campeggio e glamping operavano prive dei necessari titoli autorizzativi, mentre in altri casi erano stati realizzati ampliamenti non consentiti della capacità ricettiva, in violazione delle norme che regolano il rapporto di prevalenza per le aziende agrituristiche.

A ciò si aggiungevano condizioni di sicurezza spesso precarie: impianti elettrici e idrici realizzati in modo approssimativo, strutture alloggiative e attrezzature ludiche costruite artigianalmente e mai sottoposte a collaudo. In alcuni casi, persino le aree barbecue erano state allestite in zone a rischio di incendio, con presidi antincendio inadeguati o scaduti, creando un pericolo concreto per l'incolumità degli ospiti e per l'ambiente circostante.

I provvedimenti e le segnalazioni agli enti

Il bilancio complessivo dei controlli, come anticipato, è particolarmente pesante: oltre agli 11 provvedimenti di sospensione, sono stati sequestrati anche attrezzature ricreative e strutture abitative irregolari, per un valore stimato di circa 160.000 euro. Il valore complessivo delle attività interessate dalle sospensioni è stato stimato in quasi sei milioni di euro, a testimonianza dell'impatto economico e della gravità delle irregolarità riscontrate.

Tutte le violazioni accertate sono state tempestivamente segnalate agli enti competenti per i provvedimenti di loro pertinenza, tra cui i Comuni interessati, le Aziende USL, il Comando dei Vigili del Fuoco e la Regione Emilia-Romagna. Per gli aspetti legati al lavoro, è stato inoltre coinvolto il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro.

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