Depistaggio Via D'Amelio, Chiesto Processo per Quattro Poliziotti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Caltanissetta, rappresentata dal pubblico ministero Maurizio Bonaccorso, ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro poliziotti, accusati di depistaggio nelle indagini sulla strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. L'udienza preliminare, svoltasi davanti al gup David Salvucci, ha visto coinvolti Maurizio Zerilli, Giuseppe Di Gangi, Vincenzo Maniscaldi e Angelo Tedesco, ex appartenenti al gruppo di indagine “Falcone-Borsellino”.

Secondo l'accusa, i quattro avrebbero reso false testimonianze durante il processo che vedeva imputati altri tre poliziotti, anch’essi accusati di depistaggio, procedimento conclusosi in secondo grado con la prescrizione del reato. Le false dichiarazioni, rese nelle loro deposizioni, avrebbero ostacolato la verità sulle dinamiche della strage del luglio 1992, in cui il giudice Borsellino e gli agenti della sua scorta furono brutalmente assassinati.

Il pubblico ministero Bonaccorso, al termine dell’udienza preliminare, ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per i quattro poliziotti, contestando loro il reato di depistaggio. La Procura sostiene che Zerilli, Di Gangi, Maniscaldi e Tedesco abbiano deliberatamente mentito per coprire le responsabilità di altri funzionari coinvolti nelle indagini sulla strage di via D’Amelio, compromettendo così l'integrità delle indagini stesse.

L'accusa di depistaggio, mossa nei confronti dei quattro agenti, si basa su prove che dimostrerebbero come le loro testimonianze siano state costruite ad arte per sviare le indagini e proteggere i veri colpevoli.

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